sabato 12 novembre 2011

11- The day after -prima parte-


Per fortuna fu facile eseguire tutti gli esercizi proposti. Terminai un paio d'ore dopo l'inizio dell'esame; ricontrollai, mi avvicinai alla cattedra con il mio foglio in mano.
'Vai, e torna sufficiente' sussurrai al compito. Firmai la consegna e uscii ad aspettare le mie amiche Silvia e Anna, che ancora erano intente a scrivere.
Uscirono una dopo l'altra dopo circa un quarto d'ora. Silvia si accasciò per terra esausta, Anna appoggiò la schiena contro il muro della scuola con la mano destra sulla fronte, l'aria preoccupata.
"Com'è andata?" Chiesi a entrambe.
"Boh, ho un mal di testa - rispose Anna - che tra un po' svengo".
"Credo bene, non era difficile. L'ultimo esercizio il risultato era - 3, vero?" Chiese Silvia.
"A me veniva +3" risposi io allarmata.
"A me veniva -5" disse Anna sull'orlo di una crisi di nervi.
"Benissimo direi, siamo allineate" dissi.
"Tanto ormai è fatta, andiamo a mangiarci un gelato?" Propose Anna, che risolveva tutti i suoi problemi in pasticceria.
Guardai l'orologio, erano le undici e mezza.
Forse Luca è in giro da qualche parte, pensai.
"Sarà a letto a dormire" Silvia mi lesse nel pensiero.
"Esci dalla mia testa, subito!" Le ordinai ridendo. "Piuttosto... com'è andata ieri sera?"
"Oh, ragazze ieri sera non avete idea di cosa sia successo!" Cominciò Silvia.
"Dai, dai, dai racconta!" La incitò Anna. "Però raccontacelo mentre andiamo in pasticceria".
"Anna non starai diventando bulimica, spero" le chiesi preoccupata.
"Bu-che?"
"Si, vabeh, lascia stare, prendiamo le bici".
Pedalavamo piano. "Comincio io, poi mi racconti tu. Allora: ieri sera Nasellino..."
"Nasellino?" Ripetemmo in coro schifate io e Anna.
"Si, è così carino..." disse Silvia con gli occhi a forma di cuore.
"Vai avanti col racconto, altrimenti mi viene il diabete".
"Insomma vi dicevo: Joe mi ha accompagnata a casa, pedalava come un pazzo, faceva finta di faticare per fare lo splendido con me! Vi giuro! Io ho chiuso gli occhi mentre lui mi accompagnava... beh, una delle sensazioni più belle del mondo. Poi siamo arrivati davanti a casa mia e mentre scendevo dalla bicicletta lui ha stretto un po' il braccio per toccarmi la schiena, son sicura che l'ha fatto apposta. Si è appoggiato sulla recinzione..."
"Nooo, la recinzione l'ha appena dipinta tuo papà!" Dissi io mentre pedalavo senza mani sul manubrio.
"Eh, sì, brava. Si è sporcato la maglietta dell'Oneill a strisce verticali bianche, dovevate vederlo" scoppiammo tutte e tre a ridere.
"E poi è passato Gianni in macchina con la Sonia. Si sono imboscati dietro casa mia e la macchina si è impantanata nel fango, non riuscivano più a uscire e Gianni ha chiamato Joe per farsi dare una mano... Una scena da film che non vi dico".
"Non ci credo" dicemmo in coro io e Anna.
"Poi siamo tornati davanti a casa mia e mi ha baciata!"
"Nooooo, ti ha baciata?!" ancora in coro.
"Quindi state insieme?" Le chiesi, felice.
"Sì, no, non lo so. Non me l'ha chiesto, però mi ha baciata!"
"Quindi vuol dire che state insieme" sentenziò Anna.
"Dici?" Silvia chiese conferma.
Io e Anna ci guardammo in segno d'intesa.
"Dico, dico" rispose Anna mentre già guardava i gusti dei gelati e mentalmente decideva quale scegliere.