sabato 12 novembre 2011

17- Tiramisù al caffé

Mi feci una doccia tiepida, rimasi sotto l'acqua mezz'ora. Asciugai con cura i capelli lasciandoli ricci, troppo stanca per lisciarli con la spazzola. Il rumore del phon attutì il suono del telefono che cominciò a squillare.
"Pronto? Sara?"
"Anna! Com'è andata?"
"Bene, mi ha chiesto l'argomento a piacere e sono partita a parlare come un fulmine e poi ero l'ultima, non ne potevano più neanche loro di interrogare".
"Brava, sono contenta. Anche a me è andata bene. La Silvia?"
"E' qui con me. L'ha chiamata Joe Nasello e le ha detto che stasera c'è una festa da Kilappo!"
"Si, lo so, me l'ha detto Luca".
"Vi siete visti? Dove? Quando?" mi chiese più emozionata di quanto lo fossi io.
"Per caso, dal giornalaio".
"Ma si può sapere cosa compri sempre dal giornalaio? Ci vai un giorno si e uno no!"
"Ho preso l'ultimo numero di Cioè. Dento c'è un mega poster degli A-Ha" mentii.
"Uh bello! Ci sei alla festa stasera vero?"
"Si, oh cavolo, dobbiamo fare il tiramisù!"
"Brava. Noi stiamo già preparando gli ingredienti, ci mancano le uova. Ne hai un paio nel frigo?"
"Aspetta, controllo - appoggiai la cornetta grigia sul tavolino e corsi a controllare - rieccomi, sì, le uova le porto io. Arrivo!"
"Dai, ti aspettiamo".
Recuperai le uova dal frigo e le riposi con cura in un sacchetto di carta. Corsi fuori di casa e saltai in sella alla bicicletta.
Alle feste portavamo sempre il nostro Tiramisù al caffé. Anche le altre ragazze facevano lo stesso, si era creata una specie di sfida culinaria: c'era il tiramisù di Paola e Rossella, quello di Angela, Pamela e Michela e quello di Elena, che però veniva preparato da sua mamma - lo sapevano tutti - e quindi, anche se il più buono, era considerato fuori concorso. Durante le feste obbligavamo i ragazzi ad assaggiarli tutti e alla fine loro stilavano una classifica con tanto di premi. All'ultima festa noi tre meritammo la medaglia d'argento e per la festa di stasera volevamo di più. Puntavamo all'oro.
Mi annunciai al campanello e Anna aprì la porta col gomito perchè aveva le mani già sporche di mascarpone.
"Ciao! Gira le uova con lo zucchero, io sto stemperando il mascarpone e la Silvia sta preparando il caffé" mi ordinò. Io eseguii senza battere ciglio.
"Come facciamo a raffreddare il caffé se deve ancora salire?" Chiese Silvia che con molta calma si apprestava ad accendere il fornello sotto alla caffettiera.
"Lo mettiamo nel freezer! Dieci minuti e si raffredderà!" Anna era una donna che trovava soluzioni.
"Sei un genio, chissà con che voto uscirai dalle medie!" La prese in giro Silvia.
Io risi, Anna fece la linguaccia a tutte e due. Poi venne a controllare il mio impasto e vi cacciò dentro un dito per poi portarlo alla bocca.
"Mmmmm buone le uova con lo zucchero!"
"Anna ma diciamocelo, che cosa non ti piace di dolce?"
"Fammi pensare... la pastiera napoletana. Ma col tempo sono sicura di poter farmi piacere anche quella" rise mentre ripuliva una pirofila rettangolare che avrebbe ospitato il Tiramisù.
"Ci mettiamo anche qualche amaretto sbriciolato?" Proposi.
"Noooo sei matta? Vuoi tradire la ricetta?" Silvia non fu d'accordo.
"Mettiamola ai voti. Chi ci metterebbe gli amaretti?" Propose Anna.
Io alzai la mano, Anna pure. Due contro uno, sbriciolai qualche amaretto nell'impasto.
"Con questo ingrediente segeto verrà più buono di quello della Elena!" Dissi soddisfatta, mentre già mi immaginavo a servire una fetta abbondante a Luca mentre i nostri sguardi si incrociavano provocando un certo turbamento.
Dopo bel quattro strati di biscotti terminammo con uno strato di crema e un'abbondante spolverata di cacao dolce (quello amaro non piaceva a nessuno).
"Tiramisù pronto" annunciò Anna mentre lo riponeva in frigo.
"Adesso non ci resta che aspettare stasera" disse Silvia.
Ci dirigemmo in salotto per guardare Dee-Jay Television, che era un ottimo modo per ingannare la trepida attesa.