sabato 12 novembre 2011

20- Per disperarsi meglio: la festa di Kilappo -seconda parte-


"Sara sei arrivata con Luca?!" Silvia mi saltò al collo.
"Anche Silvia è arrivata con Joe. L'unica sfigata che è arrivata da sola sono io" urlò Anna nel frastuono della musica mentre ingoiava pasticcini al cioccolato uno dietro l'altro.
"Non c'è Matteo?" Dissi ad alta vove mentre cercavo di riconoscere i volti degli invitati schierati sulle pareti della taverna ammuffita.
"Si c'è ma sta parlando con la Elena" Anna ingollò un altro beignet.
"Invece di ingozzarti passagli davanti sorniona" le consigliò Silvia.
"Hahaha da quando dai ripetizioni di seduzione? No, no, mi vergogno".
"Ha ragione, anche se passa davanti a Matteo cosa pensi che succederà? Dev'essere lui ad avvicinarsi... Oh cacchio, sta arrivando! Silvia andiamo via!" In un secondo lasciammo Anna da sola. Matteo gli fece ciao con la mano e virò verso Gigi che si era improvvisato disc jockey. Gli disse qualcosa nell'orecchio, la muscia cambiò all'istante. Una canzone per te di Vasco risuonò nei nostri padiglioni auricolari e scese nei cuori. Le coppie cominciarono a formarsi e a ballare appiccicati sulla moquette al centro della sala, Michele afferrò una scopa e finse di ripulire il pavimento mentre sceglieva il malcapitato al quale l'avrebbe ceduta. Matteo tornò verso Anna, le si avvicinò all'orecchio.
"Balli?" Le chiese. Lei annuì, ci guardò sgranando gli occhi e si avvicinò alle altre coppie, mano nella mano con lui.
Mentre io e Silvia guardavamo sognanti la nuova coppia che forse si sarebbe formata qualcuno mi toccò la spalla. Mi girai di scatto, Luca non perse tempo e mi abbracciò.
"Balli?" Mi chiese.
"Io non sono una gran ballerina" gli risposi imbarazzata.
"E' un lento, non è mica difficile" mi tirò con gentilezza verso la "pista" da ballo. Mi cinse la schiena con entrambe le mani, il contatto mi fece trasalire. Gli appoggiai le mie braccia sulle spalle e chiusi le mani dietro al collo. Ondeggiammo sulle note della canzone del nostro Vasco spostandoci lentamente in senso orario, gli occhi negli occhi.
Che bella festa, pensai, che bello Luca, che bello ballare un lento, che bello guardarsi così, che bello...
"Tieni" il bastone della scopa si inframmezzò tra me e Luca.
"Cazzo, Manuela!" Disse Luca guardando ora me, ora lei che se ne stava accanto a noi, in carne e ossa, gli occhi iniettati di sangue.
"Sei uno stronzo!" Urlò a due centimentri dal viso di Luca. Io cercai di farmi piccola piccola.
"E tu sei una zoccola!" A quanto pare non riuscii a farmi poi così tanto piccola.
Tutti gli altri finsero di continuare a ballare, senza perdersi un attimo della scenata in pieno svolgimento.
Luca era bianco, pallido, Manuela lo prese per un braccio e lo portò in un angolo, cominciarono a parlare. Lui sembrava scusarsi, lei era una furia.
La musica era cambiata,così.
così
Le lacrime cominciarono a scorrere veloci, mi coprii il volto dalla vergogna e dall'affronto. Corsi su per le scale, scappai da quella casa, mi sedetti su un muretto e piansi. Silvia e Anna mi raggiunsero subito, mi abbracciarono e piansero con me, per solidarietà.
"Vado a casa, non ce la faccio a rientrare" dissi tra i singhiozzi che non accennavano a fermarsi. Cominciai a correre verso casa, in un baleno ero nella mia stanza, chiusi la porta, continuai a piangere. Era tornata, lui sarebbe rimasto con lei. Sarei rimasta infelice per sempre, e sola, sola per tutta la vita, sarei morta per amore. Mi infilai nel letto, misi le cuffie e accesi il walkman con la musica giusta come questa , questa e questa per disperarmi meglio.