sabato 12 novembre 2011

21- C.b.c.r.

Anna e Silvia piansero ancora qualche minuto finchè mi videro sparire in fondo alla strada. Si asciugarono le lacrime e si immersero di nuovo nell'odore di muffa e tiramisù. I lenti non erano ancora finiti, le canzoni strappalacrime si susseguivano una dietro l'altra. Luca era seduto su una sedia all'angolo della sala con Manuela in lacrime, lui ceruleo in volto, lei rossa come un'anguria matura tagliata a metà.
Anna e Silvia si avvicinarono ai ragazzi che festeggiavano la vittoria al cruciverbone.
"Avete fatto il cruciverbone senza di noi?" Anna non poteva crederci.
"Eh si, siete sparite!" Michele gongolava.
"E' stata un'emergenza, non hai visto?" Silvia prese un pezzo di tiramisù al caffè e lo mangiò con rabbia.
"Si si, abbiamo visto tutti... Che scena, ragazzi!" Joe ridacchiò ma si ricompose subito dopo essere stato incenerito dallo sguardo di Silvia.
Carrie degli Europe. Anna la riconobbe subito, era la sua canzone preferita. Si guardò intorno, Matteo le si materializzò accanto e la trascinò a ballare, lei non oppose resistenza.
"Stai bene vestita così stasera, sei dimagrita?" Le chiese.
Il solito cretino. Se non insulta qualcuno, sta male, pensò Anna.
Lo guardò come se lo vedesse per la prima volta. "Beh sei bravo a fare complimenti, stai seguendo un corso o ti vengono così, dal cuore?" Gli disse piccata.
"Mi vengono dal cuore, sono portato" rise lui.
"Tu invece sembri più scemo del solito stasera"
"Sarà perchè ho assaggiato il tuo tiramisù. No, dai, scusa, volevo dirti che mi piaci"
"E tu quando esterni i tuoi sentimenti dici cattiverie?"
"Eh, si, anche. Ma io ti piaccio un po'?"
"Un po'..."
"Se ti dessi un bacio?"
"Ti darei un calcio"
"Quindi ti piaccio"
"Non esagerare. Diciamo che non mi fai schifo".
"Se ti mettessi una mano sul sedere? Ok, ho capito, è bastato lo sguardo"
"Non possiamo ballare in silenzio?"
"Aveva ragione Joe"
"Su cosa?"
"Secondo lui sei una c.b.c.r."
"Andate a cagare, tu e lui" Anna lasciò Matteo e si diresse verso le scale, indignata. In realtà non sapeva esattamente se sentirsi indignata o felice. Essere "marchiata" come c.b.c.r. (Cresci bene che ripasso) voleva dire essere carina ma troppo giovane e in realtà era così: Matteo e i suoi amici avevano ben due anni in più di lei, in fondo quello era un complimento. Il fatto di averle dato della bambina perchè non si faceva mettere le mani addosso invece la fece infuriare. Le lacrime le scesero da sole, salì le scale con furia. Dietro di lei sentì i passi di Matteo.
"Dai Anna scusami, stavo scherzando" le disse asciugandole goffamente una lacrima dal viso.
"Sei uno stronzo"
"Si, lo so, grazie" rise.
Anche Anna rise.
"Sono le undici, mi accompagni a casa?"
"Si, andiamo" disse lui con dolcezza.
Pedalarono piano scambiandosi battute divertenti, risero per tutta la strada. Davanti a casa di Anna, Matteo mise il cavalletto alla sua bicicletta.
"Buonanotte" disse Anna.
"Buonanotte" rispose Matteo mentre la stringeva in un abbraccio ben saldo.
"Fammi andare, è tardi" cercò di svicolare.
"No" le disse mentre si avvicinava pericolosamente alle sue labbra.
Mi sa che mi tocca baciarlo, pensò Anna dubbiosa.
Matteo appoggiò le sue labbra su quelle di Anna.
Beh, dai, non fa poi così schifo, pensò lei, anzi...
Matteo la baciò, poi la ribaciò e poi la baciò di nuovo. Le sue mani cominciarono a voler esplorare il corpo di Anna. Tenere a bada i baci e le mani non era più impresa così facile: Anna gli bloccò le mani e gli morse un labbro.
"Ahia! Ma sei sadica! Mi piace!"
"Ma che sadica! Non ce la faccio più a tenerti ferme le mani, mi sembra di lottare contro un polpo, adesso basta: sono stanca!"
"E allora non tenerle ferme..."
"Devo andare, buonanotte" Anna riuscì a scappare. Entrò in casa, si mise in salvo. Appoggiata dietro alla porta di casa si mise una mano sulle labbra e sul mento, rossi e gonfi per i troppi baci.