sabato 12 novembre 2011

23- Dubbi amletici


La mattina seguente mi svegliai alle otto. Mi guardai allo specchio, ero ridotta come uno straccio per i pavimenti: non avevo chiuso occhio neanche un minuto, o almeno così mi parve.
Mi vestii in fretta, i miei genitori erano già usciti per andare al lavoro e come al solito ero sola in casa. Uscii di corsa sbattendo la porta dietro di me e cominciai a pedalare a più non posso verso la scuola. Alle nove avrebbero appeso i risultati degli esami sulla bacheca: più pedalavo, più scaricavo la tensione. In realtà non ero preoccupata del voto che avrei preso, il problema era che non riuscivo a non pensare a Luca. Era come se una vocina nella mia testa continuava a ripetermi il suo nome ossessivamente, sempre, senza mai smettere un minuto.
Come sono riuscita a fare una scemata simile?
Pensai. Com'é possibile che proprio io, che nono sono un'idiota, mi sia comportata da tale? Che figuraccia, proprio davanti a tutti, a una festa poi!
Per fortuna incontrai Anna per la strada, che pedalava con urgenza anche lei.
"Anna!"
"Saraaaaa!" - Urlò lei, felice di incontrarmi - "Ho una paura boia di essere uscita con un voto orribile! Ti sei ripresa da ieri?"
"No, non mi sono ripresa, sono in completa paranioa. Cos'è successo alla festa, poi? Luca se n'è andato con lei?"
"Non lo so, bisogna chiederlo alla Silvia, io me ne sono andata poco dopo di te con Matteo".
"Veramente? E com'è andata? Ci ha provato?"
"No, no, non ci ha provato, mi ha accompagnata a casa, niente di più" disse pedalando guardando avanti.
La scuola media brulicava di ragazzi della nostra età che si accalcavano davanti a un tabellone appeso al muro. Ci facemmo strada sgomitando fino a raggiungere la prima fila. Scorsi col cuore in gola tutti i nomi in ordine alfabetico finché non trovai il mio. Puntai il dito per seguire la linea orizzontale lungo la quale c'era scritto il voto finale: Ottimo, lessi.
Yessss
, pensai.
Subito dopo il mio sguardo corse a leggere i risultati delle mie amiche.
Anna: distinto.
Silvia: distinto.
"Cazzo" - disse Anna - "Come faccio a dire a mia madre che ho preso meno di te? Entrerò in casa e le dirò: mamma, ho preso distinto! E lei mi risponderà, come al solito: e la Sara? Maledetta amica più brava!"
Risi, la presi a braccetto e andammo insieme al bagno a fare la pipì, perché troppe emozioni insieme hanno un effetto diuretico.
Al parcheggio delle biciclette incontrammo Silvia che arrivava in quel momento, in ansia e con l'aria trafelata.
"Distinto" le urlammo in coro.
"Chi? Io o voi?" Chiese preoccupata.
"Tu e io! La secchiona, qua, ottimo!"
"Amica di merda!" Silvia mi assestò un finto cazzotto in pancia.
"Gelato?" Propose Anna.
"Gelato, gelato!" Annuimmo io e Silvia.
Ci dirigemmo alla gelateria più leggere del solito, nonostante i gravosi problemi d'amore che tutte e tre stavamo rimuginando.
"Io e Joe stiamo insieme" annunciò Silvia.
"Beata te" dissi io, evitando di partecipare alla sua gioia.
"E lo dici con quel tono? Sembra che ti sia morto il gatto!" Notò Anna.
"Boh, non lo so... praticamente glie l'ho chiesto io e lui ha detto di si per cortesia".
"Ma dai, se non avesse voluto mettersi con te non si sarebbe messo!"
"Dite?"
"Diciamo, diciamo!"
"Per me cioccolato, nocciola, fragola e panna montata  sopra" Anna scelse il suo gelato ipercalorico.
"Una grattatina di tartufo sopra non la vuoi?" Le chiese Silvia sarcastica.
"Limone e fragola per me".
"Pistacchio e panna-amarena".
"Raccontaci di Matteo" insistetti.
"Te l'ho detto, mi ha accompagnato a casa e basta".
"Neanche un bacio?"
"No. Perché?"
"Perché ha la fama di saltare addosso a tutte quelle che accompagna a casa".
"Cof cof cof" ad Anna andò di traverso il cono.
"Silvia, hai visto se ieri sera Luca è andato a casa con la Manuela?" Chiesi in preda al panico all'idea della sua risposta.
"Lei parlava, parlava e lui non sapeva più come staccarsela di dosso. Credo si siano lasciati definitivamente".
"Credi o sei sicura?"
"Credo di essere sicura, dai, si vede che Luca è innamorato di te come una pera cotta, piantala di farti paranoie inutili. Piuttosto... Posso farvi una domanda?" Chiese Silvia seria.
"mmm mmm" annuimmo tra una leccata di gelato e un'altra.
"Ma secondo voi... il preservativo..."
"Aspetta che la domanda mi sembra serissima. Vai avanti" disse Anna.
"Il preservativo... insomma... cioé, lo mette lei o lui?"
Io e Anna ci guardammo, poi scoppiammo in una risata fragorosa che non riuscivamo a interrompere.
Dopo dieci minuti buoni di risata, mentre Silvia ci guardava rossa in volto e risentita, azzardai una domanda a riguardo.
"Ma Silvia" riscoppiai a ridere "come ti viene in mente una domanda simile? Davvero non lo sai?"
"E che ne so io, alla televisione se guardi la pubblicità ci sono 'sti due rincoglioniti che corrono sulla spiaggia e si passano questa bustina in continuazione... il contenuto della bustina se lo mette lui o se lo mette lei?"
"Ti svelo un segreto Silvia, quel coso se lo mette lui".
"Ah, grazie".
"Prego. Se vuoi ti passo un libro esplicativo che ho a casa, ci sono anche le figure così eviti i fraintendimenti".
"Oh poi lo passi anche a me?" Chiese Anna sgranocchiando la parigina del cono gelato rimasta.
"Ma tu guarda cosa mi tocca sentire" commentai ad alta voce.
"Dai andiamo, devo tornare a casa. Ci vediamo dopo da me così parliamo della valigia da preparare per andare in montagna. Ok?"
"Ok, ciao".
"Ciao".