sabato 12 novembre 2011

25- T.V.B.


Pedalai furiosamente senza meta finché non cominciai a sentire la fatica. Rallentai la pedalata e cominciai a girare a zonzo per il paese. Era ora di pranzo, a giugno e non c'era anima viva in giro per le vie. Alla fine approdai all'oratorio maschile. Buttai la bicicletta contro il tronco del tiglio accanto all'ingresso e camminai lungo tutto il campo di calcio. Mi sedetti vicino alla linea di fondo campo, all'ombra. Mi sdraiai supina e chiusi gli occhi. Volevo stare un po' in pace, avrei voluto sparire per qualche secolo, avrei voluto non essere. Mi addormentai, forse.
"Dormi?" Una voce mi fece sussultare, mi svegliai di soprassalto.
"Cosa c'è? Cosa vuoi?" Chiesi a Luca che mi guardava dall'alto, con addosso gli occhiali da sole che riflettevano la luce contro i miei occhi, obbligandomi a ripararli con la mano.
"Volevo parlare con te, ho visto la tua bici e ti stavo cercando".
"Non ho niente da dirti".
"Scusa, mi spiace per la festa. Ho fatto una cazzata".
"..."
"Ho scritto una lettera alla Manuela e l'ho messa nella cassetta delle lettere di casa sua. L'ho lasciata e le ho detto di noi, lei è tornata prima dal mare perché sua nonna è stata male, ha letto la lettera e si è incacchiata".
"Mi sarei incacchiata pure io".
"Eh, vabeh. Poi è venuta alla festa e mi ha fatto una scenata per tutta la sera. Comunque ci siamo lasciati, le ho detto che sto insieme a te".
"E io cosa dovrei fare secondo te?"
"Boh, niente... ah no, una cosa potresti farla. Vieni al concerto di Vasco con me settimana prossima, ti ho preso un biglietto" estrasse due biglietti dal portafoglio nero di pelle che teneva nella tasca posteriore dei jeans.
Quando vidi i biglietti mi passò la crisi di pessimismo cosmico che mi aveva colpito in pieno petto, mi passò l'arrabbiatura nei suoi confronti e nei confronti dell'universo intero. Li guardai con la stessa faccia di Indiana Jones quando scopre il Sacro Graal, come una gazza ladra in una gioielleria. Me ne porse uno, lo afferrai prima che cambiasse idea.
"Grazie" dissi senza nemmeno guardarlo in faccia.
"Prego. Allora è deciso" mi sorrise.
"Non lo devi dire a nessuno. Se lo scopre mia mamma sono morta".
"Promesso" allungò il mignolo della mano destra.
"Promesso" io feci lo stesso. Suggellammo il patto stringendoci i mignoli. Prima che potessi staccarmi tirò forte verso di sé e caddi tra le sue braccia e mi baciò. Chiusi gli occhi, lo abbracciai forte.
"Ti voglio bene" mi disse piano.
"Non l'hai mica capito" cominciai a cantare.
"Ti voglio bene, lascia stare il vestito" cantammo insieme a suarciagola tutte le canzoni dell'album, senza dimenticarne nemmeno una.
Ti voglio bene