sabato 12 novembre 2011

28- Giovedì


Giovedì arrivò in un lampo. La mattina mi alzai presto, finsi di girovagare assonnata per la casa per non destare sospetti nei confronti dei miei genitori, che stavano facendo colazione.
"Brava Sara, sei già in piedi! Mi raccomando, vai a prendere il pane per stasera e già che ci sei prendi anche un pezzo di formaggio per il tuo papà. Il taleggio, per esempio o qualcosa di simile. Ti lascio i soldi vicino al telefono: poi mi ridai il resto quando rientro a casa" mi disse mia madre appena feci capolino in cucina.
"Va bene mamma, lasciami cinquantamila Lire così magari compro anche un po' di verdura" mentii.
"Ah, sì, brava. Prendi anche il detersivo per i piatti perché è finito. Ci vediamo stasera, dammi un bacio" mia madre mi baciò sulla fronte.
"Mamma ti ricordi che stasera rimango a mangiare e a  dormire dalla Silvia? Ci vediamo domani a pranzo, mi sa" dissi senza guardarla.
"Ah, è vero! Me n'ero dimenticata. Divertitevi, buona serata e non andate a letto troppo tardi!" Uscì di casa insieme a mio padre che per tutto il tempo finse di leggere il giornale mentre non si perdeva una parola della nostra conversazione.
Corsi al supermercato vicino a casa e comprai: quattro panini (due per me e Luca, gli altri due per i miei genitori), prosciutto cotto, detersivo per i piatti, un peperone rosso, tre zucchine e una cipolla (tanto per far vedere ai miei che avevo fatto la spesa sul serio). Infine l'elemento fondamentale da portare al concerto: due confezioni di Billy all'arancia da tre, per un totale di sei tetrapack contenenti il liquido d'oro necessario sufficiente a un qualsiasi allontanamento da casa maggiore uguale a dieci metri, per più di tre ore.
Rientrai a casa, feci un salto nell'orto per rubare un pomodoro, lo affettai, imbottii i due panini con prosciutto e pomodoro, li impacchettai in un foglio di carta stagnola e li misi in frigo. Subito dopo preparai lo zainetto da portare a Milano: un fazzoletto per le canzoni d'amore, tutti i Billy all'arancia, una maglietta a maniche lunghe, un pacchetto di caramelle di Golia alla menta e uno di Golia alla liquirizia. Io vado matta per le Golia.
Mi sedetti sul divano e attesi. Più il tempo passava, più mi caricavo di aspettative. Più l'appuntamento con Luca si avvicinava, più i battiti del cuore incalzavano. Ripassai a mente tutte le canzoni di Vasco e intanto pensavo alle mie amiche, che nel frattempo stavano organizzando per quella stessa sera la cena coi ragazzi.