sabato 12 novembre 2011

29- Melanzane alla parmigiana -prima parte-


Anna ritirò la torta soffice alle carote dal forno, stando bene attenta a non scottarsi le mani. La appoggiò con cura sulla ghisa dei fornelli e la coprì con della carta stagnola. Poi corse a farsi un bagno, lavarsi i capelli biondo cenere e tentare di fonarli nel miglior modo possibile. Impiegò più di un'ora e mezza a scegliere il vestito giusto da indossare, mise nel suo zainetto Naj Oleari giallo un pigiama, lo spazzolino da denti, un cambio intimo, un vestitino leggero sportivo da indossare il giorno seguente, visto che avrebbe passato la notte a casa di Silvia.
Fu fortemente tentata di sottrarre i trucchi di sua sorella per provare il forte brivido di inumidirsi le labbra col rossetto color ciliegia e magari passare anche la matita per gli occhi sulle palpebre: poi il buon senso prese il sopravvento e uscì di casa con zaino in spalla e torta tra le mani che tenne in bilico per tutto il tragitto in bicicletta fino alla casa di Silvia, che per fortuna non abitava così distante come Sara da casa sua.
Silvia le aprì il cancello, la aiutò a sistemare la bicicletta.
"Dai, muoviti, è tardi!"
"Ma se sono le tre di pomeriggio!" Si lamentò Anna.
"Vieni, andiamo a rubare i pomodori dall'orto dei miei. Scegli solo quelli maturi, mi raccomando"
"Guarda che sono capace anch'io di fare il sugo di pomodoro, lo so benissimo che si usano solo i pomodori maturi".
Le ragazze si inoltrarono con cautela nel fitto orto rigoglioso dei genitori di Silvia, che coltivavano ogni ben di Dio: fagiolini verdi, fagiolini viola che Anna non aveva mai visto prima, piselli, melanzane, zucchine, cipolle, insalata di cinque o sei qualità diverse, cetrioli, fagioli, patate.
"Che meraviglia! - disse Anna mentre raccoglieva tutti i pomodori che riusciva a tenere in mano, aiutandosi addirittura creando un incavo con la gonna che indossava. - I miei non hanno un orto, guarda quanta verdura!"
"Occhio, raccogli con arguzia. I miei vengono a contare i pomodori un giorno sì e uno no. Se li raccogli in maniera evidente se ne accorgeranno di sicuro" le intimò Silvia con aria da cospiratore.
Raccolti i pomodori riientrarono in cucina e cominciarono a lavorare seriamente, senza sosta: lavarono i pomodori, li sbollentarono in acqua calda, tolsero la pelle e addirittura i semini interni. Cucinarono un sugo profumato e poi passarono alle melanzane: le tagliarono sottili per il lungo, le salarono per togliere il retrogusto amaro, le infarinarono e cominciarono a friggere. Frissero melanzane per ore mentre il caldo torrido non accennava a dare loro tregua. Alternarono in una pirofila strati di sugo, melanzane, parmigiano e mozzarella finché gli ingredienti a disposizione non furono esauriti. Le due ragazze, stanche, accaldate, impregnate dell'odore della frittura ma soddisfatte per il lavoro svolto, fecero una doccia. Ebbero appena il tempo di preparare la tavola che il campanello suonò: Matteo e Joe Nasello erano alla porta.