sabato 12 novembre 2011

31- Melanzane alla parmigiana -seconda parte-


Quando aprirono la porta, Silvia e Anna si trovarono occhi negli occhi con una rosa rossa ciascuno, dietro la quale spuntavano rispettivamente Joe e Matteo.
Le due ragazze non credettero ai loro occhi: non era banale ricevere dei fiori alla loro età e da qualcuno di genere maschile che non fosse il loro papà!
Balbettarono un "grazie", baciarono sulla guancia i rispettivi e vennero travolte da un odore nauseabondo di Farenheit Uomo, il profumo preferito dai veri maschi del 1990, che subito si mischiò col forte odore di fritto che regnava in casa, creando un mix esplosivo al quale era difficile sottrarsi illesi.
"Avete fritto Moby Dick?" Chiese Joe annusando l'aria pesante.
Silvia e Anna, stanche morte dalla giornata di duro lavoro in cucina e per niente inclini allo scherzo sull'argomento si lanciarono un'occhiata velenosa.
"Abbiamo cucinato tutto il giorno, se siete in vena di scherzi beh, allora tanto vale uscire e mangiare una pizza fuori!" Disse Silvia isterica.
"Hei, hei, calma, scherzavo!" Joe mise le mani davanti a sé per proteggersi dall'attacco verbale della sua donna.
Silvia fece un bel respiro, cominciò a servire l'antipasto mentre i due ospiti si accomodavano a tavola.
"Cosa avete fatto di buono?" Chiese Matteo a Anna, sfiorandole la mano goffamente.
"Prima prosciutto e melone, poi melanzane alla parmigiana. Vi piacciono?" Chiese Anna piena d'orgoglio.
I due ragazzi si guardarono, poi annuirono in silenzio.
E che cacchio sono? Io non le ho mai mangiate in vita mia,
pensò Matteo mentre sorrideva fiducioso a Anna. Vabeh, dai, saranno buone! Queste due in cucina sono meglio di mia madre!
Noooooo le melanzane nooooo,
pensò Joe chiudendo gli occhi per scacciare il ricordo di una melanzana impanata e fritta che una volta sua madre gli aveva spacciato al posto della carne: il pensiero gli chiuse lo stomaco. E adesso? Come faccio a dirle che mi fanno schifissimo? Vabeh, magari qualche altro ingrediente è mangiabile: taccio e vediamo se riesco a evitare la figura di merda.
Le due cuochette si materializzarono con quattro piatti stracolmi di melanzane fumanti. Avevano lavorato talmente tanto per preparare quella cena che il risultato doveva per forza essere all'altezza delle aspettative.
Silvia e Anna assaggiarono il primo boccone. Entrambe rotearono la forchetta lentamente in aria in segno di puro godimento gastrico: l'esperimento era riuscito: quel piatto era squisito! In quattro e quattr'otto le ragazze spazzolarono i loro piatti e poi si concentrarono sui piatti dei ragazzi, che non stavano dando la soddisfazione implicitamente richiesta, anzi, meritatamente dovuta.
"Qual è il problema? Non vi piace?" Chiese Anna visibilmente offesa.
"No, è buonissimo!" Mentì Joe.
"Ma se stai facendo la gimkana per raccogliere solo i pezzettini di mozzarella da  mezz'ora!" Silvia non ci poteva credere: come osava Joe, come si permetteva di non gradire un piatto del genere! Con tutta la fatica fatta per prepararlo! 
Joe cercò aiuto nello sguardo dell'amico, che ispezionava le melanzane come se fosse un cibo proveniente direttamente dallo Spazio.
"A me piacciono: - si salvò in corner Matteo - non le avevo mai mangiate prima d'ora. Sono buone! Un po' viscide ma buone".
Il gelo scese nella casa, calmierando un po' gli odori e inasprendo gli umori.
Silvia si spostò in cucina, si sedette fuori per terra sul balcone e cominciò a piangere. Anna la raggiunse subito.
"Dai Silvia non fare così" la pregò.
"Ma li hai sentiti? - Disse Silvia tra i singhiozzi - come si fa a non capire l'impegno che ci abbiamo messo"
"Dai, su, non fa niente! Può capitare che qualcosa non piaccia!"
"No, non può capitare, i miei mi hanno abituata a mangiare tutto! E' un viziato, ecco cos'è! Mi sono messa con un viziato cafone!"
"Ma dai, alla fine hanno fatto di tutto per mangiare anche se a loro non piaceva, e poi sono uomini: lo sai che sono insensibili di natura!" Anna consolò Silvia finché le due ragazze non rientrarono in casa più tranquille, anche se ormai la magia della serata si era spostata nell'appartamento del vicino di casa.
"Guardiamo un film?" Propose joe, mortificato anche lui, per non essere stato in grado di finire tutto quello che aveva nel piatto.
I quattro fidanzatini si spostarono sul divano. Matteo inserì la videocassetta nel videoregistratore e, tra un abbraccio e un bacino, i quattro fecero la pace, guardando Top Gun che, nonostante gli anni, rimaneva il film ideale da guardare in compagnia.
Dopo circa mezz'ora Matteo cominciò a mostrare strani segni d'insofferenza.
"Ma cos'hai? Le pulci? Continui a grattarti come un cane!" Gli chiese Anna, infastidita dai continui movimenti di Matteo.
"Non lo so, mi gratta dappertutto" disse lui, mentre si gonfiava sul viso a vista d'occhio.
"Oh Madonna! Cosa ti sta succedendo! Sei gonfio, sembri un mostro!" Urlò Anna spaventata.
"Figo! Sei pieno di macchie rosse sembri la Pimpa hahahaha" Joe lo indicò col dito prendendosi gioco di lui.
"Oddio! Sei gonfissimo! Non ti si riconosce più!" Silvia si portò le mani agli occhi per non vedere.
"Chiamiamo l'ambulanza!" Propose Anna alzando la cornetta del telefono senza aspettare il consenso di nessuno.
Portarono via il povero Matteo a sirene spiegate verso l'ospedale più vicino dove gli diagnosticarono una fortissima allergia alle melanzane che, anche se alla fine gli erano piaciute, non mangiò mai più nella sua vita.