sabato 12 novembre 2011

33- Al concerto -terza parte-


Quando aprii gli occhi, cinquanta mani mi sorreggevano al di sopra delle teste del pubblico in delirio. Tutto intorno a me migliaia di accendini accesi facevano l'effetto di milioni di stelle mentre Vasco cantava "Ogni volta". Mi sembrò di essere finita in Paradiso.
Sono morta, pensai. Questo è quello che succede a chi trasgredisce le regole, a chi dice le bugie ai genitori. Mi sta bene, così la prossima volta imparo.
Qualcuno mi adagiò per terra, mi diede da bere un po' d'acqua e piano piano rinvenni del tutto. Quando mi guardai ingiro non potevo credere ai miei occhi: ero davanti alle transenne, a un passo dal palco. Insieme a me c'erano altre tre ragazze, anche loro svenute. Cercai Luca con gli occhi ma non lo vidi, lui forse era rimasto indietro.
Rimasi un po' di tempo seduta a terra per recuperare le forze. Alle prime note di "Vita spericolata", mi alzai in piedi e cominciai a urlare a squarciagola il testo della canzone, che guarda caso ritraeva in pieno le mie gesta. Vasco si avvicinò al boccascena del palco, venne verso di noi, verso il pubblico e io alzai le mani insieme agli altri e urlai: "Vascooooo sono qui!"
Lui mi guardò. Sì, lui guardò proprio me e mi prese la mano. Per poco non svenni un'altra volta, rimasi zitta, con la bocca aperta, senza più niente da dire. Vasco aveva toccato me, Sara!
Purtroppo non avevo nessuno accanto col quale condividere l'evento eccezionale. L'avrei raccontato dopo a Luca e sicuramente non ci avrebbe creduto.
Il concerto continuò e io partecipai dalla mia postazione privilegiata, coi vestiti bagnati fradici e la maglietta inzuppata di Billy all'arancia.
Alla fine del concerto cercai Luca in tutti i visi che incontrai ma non riuscii a trovarlo. Mentre tutta la folla si dirigeva verso le uscite vidi Luca avanzare a fatica verso di me. Gli corsi incontro, ci abbracciammo stretti.
"Come stai? Quando sei svenuta ti hanno alzata sopra le teste e portata via. Ho cercato di seguirti ma non ce l'ho fatta!" Mi disse d'un fiato, lo sguardo sinceramente preoccupato.
"Sto bene, Vasco mi ha toccato la mano!" Gli dissi mostrandogli le dita incriminate.
"Non ci credo" disse lui, baciandole.
"Sono finita davanti alle transenne, a fronte del palco!" Gli dissi.
Ridemmo insieme e tornammo verso la moto che ci avrebbe portati finalmente a casa.
Tolsi la fascetta con scritto VASCO, indossai il casco, che era l'unica cosa asciutta che avevo addosso e, patendo un freddo becco, ci dirigemmo verso la casa di Silvia: sicuramente ci stava aspettando insieme a Anna per ascoltare i racconti della mia vita spericolata.