sabato 12 novembre 2011

41- Crepa!


Luca mi afferrò la mano e la strinse, io ricambiai arrossendo al buio della sala. Con la coda dell'occhio vedevo la testa di Anna che sobbalzava dai singhiozzi.
"Silvia, dobbiamo fare qualcosa. Non possiamo lasciarla là, tutta sola, a piangere. Non è giusto" sussurrai all'orecchio di Silvia che sedeva alla mia sinistra.
"Andiamo da lei - mi rispose Silvia - tanto questo qui sta guardando il film e di me ho l'impressione che non glie ne freghi un bel niente. Non mi ha neanche preso la mano!" Continuò, riferendosi a un Joe Nasello tutto preso dalla visione del film. Lo guardammo insieme, scoppiammo a ridere a bassa voce.
"Luca, andiamo con l'Anna" lo informai.
"Ma dai, stai qui con me. Tra un po' le passerà!"
Lo guardai incredula.
"Non si lasciano da sole le amiche nel momento del bisogno. Non fanno tutti come te, che scappi via appena si presenta un problema da affrontare" sputai fuori finalmente la mia spina avvelenata.
"Ma cosa stai dicendo?" mi guardò senza comprendere.
"Sei scappato via l'altra sera, dopo il concerto, lasciandomi sola a prendere parole dai miei. Avresti potuto venire con me e affrontare la situazione" mi alzai, attesi Silvia e insieme ci sedemmo accanto a Anna per consolarla.
Luca guardò Joe e Matteo, tutti e tre si sincerarono di non capire il comportamento delle ragazze, dopo di che fecero spallucce e tornarono alla visione del film, seppure con un lievissimo turbamento nell'animo.
"Dai Anna, basta piangere, lo sai come sono fatti gli uomini: sono insensibili!" Le dissi accarezzandole una spalla.
"Ma lo hai sen ti to co me mi ha ri spo sto" singhiozzò Anna. Poi si soffiò rumorosamente il naso.
"Però Anna, pure tu, la focaccia con le cipolle! Siamo usciti con i ragazzi! Non potevi scegliere qualcosa di meno puzzolente? Lo sanno tutti che prima di un appuntamento con un uomo non si mangià né aglio né cipolla!" Disse Silvia, che da tempo serbava rancori e una certa invidia nei confronti di Anna, che nonostante fagocitasse qualsiasi cosa, restava sempre un con fisico invidiabile; Silvia invece lottava giornalmente col cibo e ne ingeriva una quantità irrisoria con risultati deludenti dal punto di vista del giro vita.
Anna la guardò come si guarda un nemico. "Anche l'aglio?!" Chiese e riprese a piangere, disperata.
"Silvia, ma ti sembra il momento di fare il processo alle intenzioni?" Le chiesi a bassa voce.
"Sara, questa mangia sempre, è giusto che qualcuno le metta un limite!"
"E quel qualcuno devi essere tu?"
"Eh, si, perché? Gli amici servono a dire la verità!" Mi bisbigliò nell'orecchio.
"Dai Anna, torna con noi a vedere il film. Fregatene di Matteo, non ci servono gli uomini" proposi a Anna, che lentamente accettò il mio invito.
Prendemmo posto accanto ai maschi. Matteo si alzò dal suo posto e sedette vicino a Anna.
"Scusa" le bisbigliò nell'orecchio.
"Crepa!" Gli rispose lei.