sabato 12 novembre 2011

43- Un segreto inconfessabile


Tornammo a casa dal cinema tutti un po' straniti per i dissapori che in pochi minuti riuscirono a rovinarci una gita così tanto attesa. Peraltro quel giorno non riuscii nemmeno a baciare Luca, perché nel buio della sala avevo il terrore di trovarmi davanti da un momento all'altro la pila accesa dell'omino anti-limonamento, puntata contro di me. Essere cacciata dal cinema sarebbe stato veramente troppo da sopportare per la mia fama da brava ragazza timorata di Dio: se avessi sgarrato ancora mia madre non solo mi avrebbe messa agli arresti domiciliari a vita, ma avrebbe potuto anche internarmi in un collegio svizzero, come millantava spesso appena facevo qualcosa di sbagliato ai suoi occhi. Quello del collegio svizzero era uno spauracchio che funzionava benissimo, visto che solo a pronunciarlo mi saliva un brivido di terrore lungo la schiena.
Tornammo a casa dal cinema, dunque, pensierosi e infastiditi. Il giorno dopo telefonai a Silvia.

"Ciao Silvia, tutto bene?"

"Ciao, no, va tutto male" mi rispose in lacrime.
"Cos'è successo?" Le chiesi preoccupata.
"Niente"
"Ma come niente! Stai piangendo come un coccodrillo! Soffri per Joe?"
"No, si, cioè no!"
"Eh, deciditi però. Dimmi perché piangi" continuai paziente.
"Non posso..."
"Cosa vuol dire non puoi?" Cominciai a spazientirmi.
"Non posso dirtelo... mi piace uno... mi sa che mi sono innamorata. E' terribile..."
"Nel senso che è un tipo brutto?"
"No, non è brutto... è bellissimo".
"Allora non è del nostro paese, di bellissimi non ce ne sono a meno che... non ti sarai innamorata di Luca, spero!"
"No, stai tranquilla, non è Luca".
"E allora chi è?"
"Non te lo posso dire"
"Vabeh, tienitelo per te. Hai sentito Anna?"
"Si l'ho sentita, ha fatto pace con Matteo".
"Le hai chiesto scusa per ieri?"
"Io? Scusa a lei? E perché? Non le ho detto niente di male" mi rispose rabbiosa.
"Beh, non sei stata proprio carina a dirle quella cosa sulla focaccia".
"Io Anna quando fa così non la sopporto. Mangia in continuazione, fagocita qualsiasi cosa!"
"E a te cosa interessa?"
"Mi interessa perché... perché lei mangia e non ingrassa e ha un bel fisico, è carina e tutti le fanno sempre il filo. Io invece..."
"Tu, cosa?"
"Io sono grassa e sono sempre a dieta, tutto perché ho un metabolismo di merda! E in più questo strabismo... sono orribile!"
"Guarda che avere lo strabismo di Venere è un pregio, non un difetto!"
"Ma vaffambagno!"
"Guarda che dico sul serio! Conferisce un aspetto unico, sei affascinante tu! Insomma, mi dici di chi ti sei innamorata?"
"No".
"Dai, ci sentiamo dopo. Non piangere più. Ti voglio bene"
"Ciao. Grazie, anche io".