sabato 12 novembre 2011

44- Dissertazioni filosofiche di un pomeriggio di luglio


Qualche ora dopo, mentre innaffiavo l'orto dei miei e venivo assalita dalle zanzare, sentii di nuovo il telefono squillare.
E' Luca! Pensai. Lanciai la canna dell'acqua in mezzo alle piante di pomodoro e corsi sulle scale, più veloce della luce, per afferrare il ricevitore che sfrigolava dagli squilli.
"Pronto?" Risposi col fiatone.
"Sara ciao, sono l'Anna"
"Oh, sei tu!" Non fui in grado di nascondere il mio disappunto.
"Che accoglienza! Se vuoi riattacco!" Mi rispose Anna, infastidita.
"Ma no, speravo fosse Luca, non l'ho ancora sentito da ieri".
"E' all'oratorio"
"E tu come fai a saperlo?"
"Ho sentito Matteo, avevano appuntamento tutti i maschi là"
"Per fare cosa?"
"Boh, devono dire una cosa a Joe Nasello ma Matteo non mi ha voluto dire cosa".
"Chiederò io a Luca appena lo vedrò".
"Hai sentito la Silvia?"
"Si"
"E' proprio una stronza. Hai sentito come mi ha trattato al cinema? Ma si può sapere cos'ho fatto di male ieri? Mi sono sentita additata, come se avessi ammazzato qualcuno!"
"Si, un po' stronza la Silvia è stata in effetti, poteva evitarsi un commento, ma anche tu non farla più grande di quanto sia in realtà. Abbiamo chiarito, no? Hai fatto pace con Matteo?"
"Si, mi ha accompagnata a casa ieri e mi è saltato addosso, come al solito. Quel ragazzo non ha due braccia, ha i tentacoli di un polpo! Ho dovuto lottare sette camicie per non farmi mettere le mani addosso".
"E chi ha vinto?"
"Io! Gli ho dato un calcio negli stinchi alla fine e è capitolato".
"Hahaha, hai fatto bene".
"Ma lo sai che voleva che facessi le stesse cose che la Silvia ci ha raccontato il mese scorso, ti ricordi? Quello che sua cugina le ha detto che una sua amica fa col suo ragazzo".
"Cooosa? Quello? Matteo voleva che facessi quello?"
"Si, figurati. Gli ho detto che io quelle cose non le farò mai. Mai!"
"Hai ragione, mi viene da vomitare solo al pensiero. Neanche io le farò mai. Mai nella vita!"
"Sara, dici che moriremo vergini?"
"Boh, non so. Ma può essere".
"Ci sentiamo dopo, vado a ballare da sola davanti allo specchio".
"Ok, io torno a innaffiare i pomodori. Ciao".
"Ciao!"