sabato 12 novembre 2011

45- Dissetazioni filosofiche di un pomeriggio di luglio -seconda parte-


Nel frattempo, all'oratorio, i maschi al gran completo si sfidavano a una partita di pallacanestro, anche se la temperatura dell'aria era di trentadue gradi centigradi e quella dell'asfalto sul quale stavano giocando, quaranta.
"Allora? Cosa mi dovete dire?" Chiese Joe Nasello, sudato fradicio e col fiatone, mentre passava la palla a Michele, che provava a schiacciare a canestro.
"Ah, si. Diglielo tu Luca!" Disse Michele mentre si autoincensava da solo per aver fatto canestro correndo con le mani alzate per tutto il campo.
Gianni, che aveva intercettato la palla corse veloce dall'altra parte del campo per tentare un tiro da tre punti dalla lunetta. "Luca, te la sei fatta la Sara o no al cinema?" Chiese, impertinente.
"Fatti i fatti tuoi Gianni! A proposito, Matteo! A che punto sei con l'Anna? Quanti calci ti ha già dato?" Chiese Luca a Matteo.
"E tu come fai a saperlo che mi mena come un'ossessa piuttosto che farsi mettere le mani addosso?"
"Me l'ha detto la Sara. E' per quello che stai con lei? Ti piace essere picchiato?" Luca affondò il coltello nella piaga, gli altri risero senza pietà.
"Oh, non molla niente, non si lascia nemmeno toccare le tette!" Disse Matteo a bordo campo, mentre trangugiava una bevanda ai sali minerali da una bottiglietta.
"Beh, se non si lascia neanche toccare le tette, mollala!Però pure tu che ti metti con una c.b.c.r. cosa ti aspettavi da una bambina di quattordici anni? Non ne ha sedici come te!" Fece notare Gianni, palleggiando stancamente la palla per provare un tiro libero, che fallì.
"Boh, non lo so..." Disse Matteo a se stesso e agli altri.
"Insomma, me lo dite o no quello che mi dovevate dire?" Joe Nasello si spazientì, visto che l'attenzione degli altri era virata repentinamente su Matteo.
"Te lo dico io. Ieri sera ho visto Manuela all'oratorio. Mi ha confessato di volerci provare con te" Stefano intercettò la palla caduta dal mancato canestro di Gianni e provò a schiacciare, appendendosi al cesto di ferro posizionato basso apposta per poter permettere ai ragazzi di scimmiottare gli stessi numeri dell'NBA americano.
"Con me? La Manuela?" Joe non credeva alle sue orecchie. Era l'occasione della sua vita. La Manuela gli era sempre piaciuta, già da quando stava con Luca. Non l'aveva mai detto a nessuno perché non si ruba la ragazza agli amici, però ogni volta che la vedeva passare con quello sguardo ipnotico da gatta sorniona... lui non capiva più niente, e andava al bar a bersi una cedrata per togliersela dalla testa, perché una così non sarebbe mai  uscita con uno come lui, che non aveva niente di speciale a parte il soprannome.
"Quella si che se la fa toccare le tette, son sicuro!" Disse Matteo ancora intento a pensare al suo grande problema.
"Cos'hai intenzione di fare?" Chiese curioso Michele mentre si dirigeva al tavolo del biliardino con Luca.
"E che ne so, aspetto che ci provi lei?" Chiese indirettamente un consiglio agli amici, che di donne ne sapevano di sicuro più di lui.
"Ma no! Tu le scrivi una bella lettera e stasera quando la vedi all'oratorio glie la dai. Poi vedi lei come reagisce e ti comporti di conseguenza" disse Stefano.
"E cosa le scrivo?" Joe in pieno panico.
"Dai, vieni qui, prendi un foglio e una penna che ti aiutiamo noi" Luca chiamò all'adunata tutti quanti che accorsero e fecero capannello per partecipare alla stesura della lettera.