venerdì 18 novembre 2011

48- Torneo serale

Tutti gli altri miei amici, invece, si ritrovarono come al solito all'oratorio. I mondiali erano finiti e al loro posto finalmente iniziò il torneo serale. Il torneo serale era un insieme di partite di calcio giocate tra le varie squadre di calcio presenti nella Valle Olona. Quella sera, il "Gorla Maggiore Fgc" giocava contro il "Marnate" e poi , a seguire, la squadra del nostro paese avrebbe giocato contro il "Gornate". A noi ragazze delle partite, va da sé, importava poco o niente. Quando entrava in campo la squadra dei nostri, invece, magicamente ci stipavamo tutte contro la rete a bordo campo a tifare e a battere le mani, non appena il nostro portiere preferito parava la palla o soltanto si scostava dalla fronte quel ciuffo di riccioli ribelli che avrebbe fatto innamorare anche Suor Paola, la suora più incattivita del Pianeta Terra.
Silvia si era già posizionata sulla solita panchina in fondo al campo, quella dalla quale il portiere si riusciva a vedere da tutte le angolazioni possibili.
Anna arrivò trafelata, zoppicando.
"Silvia!" Urlò Anna da lontano sovrastando la voce monotono del megafono che annunciava l'inizio della seconda partita.
Silvia salutò Anna con la mano, in piedi sulla panchina.
"Mi sono persa qualcosa? Hanno già iniziato?" Chiese l'Annina, masticando una stringa di liquirizia e mostrando una smorfia di dolore mentre raggiungeva l'amica in piedi sulla panchina.
"Cos'hai fatto? Perché zoppichi?"
"Eh? Ah, lascia stare. Sabato ho il saggio di danza, non mi sono ancora arrivate le 'Cuccarini' e io non ho mai ballato coi tacchi in vita mia, così ho provato a ballare con un paio di scarpe di mia mamma e mi sono sfracellata contro il mobile del salotto. Hai presente quello con gli spigoli, appoggiato al muro appena entri, sulla destra? Ecco, quello. Guarda, ho un livido che sta diventando nero" Anna mostrò la gamba tumefatta a Silvia, che portò le mani alla bocca dallo stupore.
"Non ho capito niente di quello che hai detto. Cosa c'entra la Cuccarini?"
"Le 'Cuccarini' sono delle scarpe per danzare, si chiamano così, come "La" Cuccarini. Lascia perdere và, se non provi, non credi. Il fatto è che io non ho mai messo i tacchi in vita mia e devo ballare con i tacchi e cadrò sicuramente se" Anna cominciò un soliloquio che Silvia si stancò presto di seguire.
"Guarda, sta entrando in campo" la interruppe dopo un po'. Anna smise di parlare, si attaccò alla rete.
"E' bellissimo".
"Si, guarda che riccioli biondi... sembra un angelo. Sembra il cugino dell'Arcangelo Gabriele".
"Di più, di più... Sembra propio lui..." Le due ragazze si gustarono l'inizio della partita fissando senza sosta l'Arcangelo. I ragazzi, intanto, seduti sui tubi in cemento colorati, tramavano sulla consegna della lettera a Manuela da parte di Joe Nasello.
"Fai così: passeggi distrattamente nei pressi della Manuela che è seduta sui tavoloni accanto al bar, ti fermi, la chiami, lei si avvicina, le molli la lettera e continui la tua passeggiata come se nulla fosse verso il bar" Michele consigliò il suo piano diabolico al povero Joe.
"No, fai così: chiami Elena, l'amica della Manuela, e le dici che devi dare una lettera alla Manuela. Meglio usare un intermediario, funziona sempre" Stefano, più cauto, la prendeva sempre alla larga.
"Ma se poi mi ride in faccia?" Il tasso di ansia da prestazione di Joe stava raggiungendo livelli insostenibili.
"Farebbe bene, ti riderei in faccia anch'io" Matteo diede una pacca sulla spalla all'amico, tutti risero senza pietà.
D'un tratto la Manuela, a braccetto con Elena, percorse tutto il campo di basket e si avvicinò pericolosamente ai ragazzi. Passò da parte a loro e lanciò uno sguardo infuocato a Joe, che si infiammò solo a guardarla.
"Ammazza che sguardo da pantera!" Gianni ruotò l'avambraccio in senso orario "Se non te la fai tu, me la faccio io, Joe!" Gli disse senza staccare lo sguardo dal fondoschiena di Manuela che continuava la sua sfilata, ben sapendo di essere osservata.
"Dai muoviti Joe! Vai!" Michele lo spinse fisicamente verso la ragazza che lo aspettava alla fine del campo da calcio.
Joe assecondò Michele docilmente, camminando e sudando verso Manuela.
"Tieni" le disse soltanto, avvicinandosi a lei senza fermare la camminata porgendole il biglietto piegato in otto parti.
"Grazie" disse lei, lo sguardo seducente. Joe lo seguì con gli occhi fiché non andò a sbattere contro il palo della luce. Gli amici, da lontano, si rotolarono per terra dal ridere.
"Silvia, guarda! Joe sta parlando con la Manuela!" Anna li colse in flagrante. Silvia distolse lo sguardo dal portiere e si girò a guardare. Rimase a bocca aperta, non seppe cosa dire e si immusonì all'istante.
"Ti dà fastidio vederli insieme? Ma l'hai piantato tu, vero?"
"Si, ma mi dà fastidio lo stesso".
"Ma perché, scusa! La Sara mi ha detto che ti piace un altro! Ah, a proposito, chi è?" Anna, dopo aver bevuto un sorso di granita, guardò Silvia che arrossì, abbassando lo sguardo a terra.
"Nessuno, non lo conosci. E comunque Joe potrebbe anche avere il buon gusto di andare a fare il cretino con le altre da un'altra parte, non davanti a me!"
"Veramente è dietro".
"Cosa?"
"No, dico, veramente è dietro! Joe è dietro di noi, non davanti!".
Silvia mandò al diavolo Anna in silenzio e continuò l'adorazione all'Arcangelo, anche se adesso non era più la stessa cosa.