venerdì 11 novembre 2011

3-Bellissima


Feci le scale di corsa per arrivare al piano superiore dell'istituto, mi diressi di corsa nella mia classe, abbandonai lo zaino dell'Invicta rosa, blu e giallo per terra accanto al banco, mi sedetti al mio posto e guardai il bigliettino di Luca come se fosse una reliquia. Su una delle due facce esterne c'era scritto "X Sara". Con delicatezza aprii il foglio ripiegato, lo stirai bene passandovi sopra una mano e cominciai a leggere.

Ciao Sara,
ti scrivo questo biglietto perchè sono uno di poche parole. L'altro giorno sono passato a trovare Michele solo per vedere te e ho visto che tu e la Silvia ci spiavate dalla finestra di camera tua che dà sul giardino.
Oddio no, ci ha viste! Che figuraccia, pensai mentre arrossivo.
Mi ha fatto piacere sapere che mi guardavi, vuol dire che un po' ti piaccio.
Tu mi piaci Sara. Io però sto con la Manuela e anche se non mi piace più stiamo ancora insieme. Non so come fare a lasciarla, lei starebbe male e io non voglio farla soffrire. Sono giorni che non dormo per trovare il coraggio di lasciarla. Lei ieri è partita per Grado coi suoi genitori. Vorrei parlare con te, ho delle cose da dirti e adesso che lei non c'è abbiamo tutto il tempo per stare un po' insieme.
Ti aspetto dopodomani all'oratorio. C'è la prima partita dei mondiali di calcio. Ci vediamo sui tubi. Se non ti vedo arrivare per le nove e mezza vuol dire che non mi vuoi vedere.
Sei bellissima.
Luca

Rilessi la lettera tre volte. La annusai. Sa di tabacco delle sue sigarette, pensai, mi ha scritto che sono bellissima. Io bellissima non mi sono mai sentita. Però che bello quando qualcuno ti trova "bellissima".
Da quel momento, per tutto il giorno e ogni qual volta rileggevo la sua lettera, mi sentii bellissima.
Ripiegai il prezioso messaggio e mi misi a ripassare la lezione di italiano, anche se non capii una sola parola di quello che lessi.
Le voci dei miei compagni che arrivavano alla spicciolata cominciarono ad animare la classe. Chiusi il libro e mi girai indietro sul banco della mia amica Silvia.
"Mi ha scritto un biglietto" le confidai.
"Chi?" mi chiese ancora mezza addormentata.
"Come chi, lui!"
"Lui lui?" disse incredula.
"Si, guarda!" le mostrai il biglietto ripiegato.
"E cosa ti ha scritto?"
"Che mi vuole parlare dopodomani sera" tagliai corto.
"Come fai a rispondergli?"
"Non lo so, non ci ho ancora pensato. Magari non gli rispondo".
"Ma sei matta? Devi rispondergli, altrimenti penserà che non lo vuoi vedere" mi spiegò allarmata.
"Dici? Ma come faccio a fargli avere la risposta? Mica posso andare a casa sua e suonare il campanello!"
"Scrivigli un messaggio e daglielo domani mattina prima di scuola" mi consigliò Silvia.
"No, domani non ci sarà, oggi per lui era l'ultimo giorno di scuola" dissi sconsolata scuotendo la testa.
"Eh già, hai ragione. Ho trovato! Fagli una dedica a Radio Valle Olona!" Silvia s'illuminò per la trovata geniale.
"Ma che figura, mi vergogno. E poi lui sta con la Manuela, se lo viene a sapere succede un casino" la riportai alla cruda realtà.
"Basta che usi uno pseudonimo in modo che lui capisca che sei tu e il gioco è fatto!" disse la diabolica Silvia.
"E se Luca non ascolta la radio?"
"Ma se la ascoltano tutti qui! La ascoltiamo sempre anche noi per sentire se qualcuno ci decida qualche canzone! Non fare la finta tonta che lo sai benissimo anche tu. Non ti ricordi che qualche mese fa Luca aveva fatto una dedica alla Manuela? Eravamo a casa tua mentre facevamo i compiti e l'abbiamo sentita".
L'insistenza di Silvia mi convinse a compiere questa impresa. Avrei dovuto pensare a una frase speciale per far sì che solo Luca intendesse il mio messaggio. Appena le lezioni finirono tornai a casa di volata a escogitare la mia dedica.