venerdì 11 novembre 2011

4-Frangettona e fiocco lilla


Per due giorni interi il mio cervello si allambiccò a pensare solo ed escusivamente al testo della dedica. Ci pensavo quando mi lavavo i denti, quando mangiavo, quando mi alzavo alla mattina. Vegetai per ore sul divano come un'ameba. Non riposavo, pensavo.
"Pronto? Radio Valle Olona?"
"Si, chi parla?"
"Hem, si, sono Sara, vorrei fare una dedica" dissi con la lingua asciutta dall'ansia.
"Certo, dimmi, qual è il testo della dedica e quale canzone vuoi ascoltare?" mi chiese una voce femminile al di là del cavo.
"Il testo è: "Per occhiali a goccia da Monna Lisa: stasera sui tubi ci sarò, aspettami" e la canzone è Notti Magiche di Edoardo Bennato" le dissi.
"Va bene, tra una mezz'ora la mandiamo in onda" disse la voce.
"Ok, grazie" dissi io. Appesi il ricevitore del telefono e mi sedetti sulla sedia più vicina a me. Ero tutta sudata, mi tremò persino l'occhio sinistro per una decina di minuti buoni, poi mi calmai.
"Pronto? Buongiorno signora sono la Sara, c'è la Silvia per favore?"
"Si, te la chiamo subito" mi rispose la mamma della mia amica.
"Pronto? Sara?" parlò Silvia.
"L'ho fatta" le dissi solo.
"La dedica? Veramente? E che cosa hai detto?"
"La mandano in onda tra mezz'ora".
"Arrivo" mi disse solo e riattaccò.
Cinque minuti di orologio più tardi la Silvia suonò il citofono di casa mia, salì con me in camera e cominciammo a fissare la radio che trasmetteva il programma di dediche più ascoltato dagli adolescenti dai 13 ai 18 anni nel raggio di una quindicina di kilometri.
E ora Monna Lisa dedica Notti Magiche a Occhiali a goccia e gli dice anche: "stasera sui tubi ci sarò, aspettami" e adesso ascoltiamoci la sigla dei mondiali di calcio 1990 e Forza Azzurri!" la musica si insinuò tra la voce della conduttrice, la Silvia cominciò a sghignazzare senza ritegno, io cominciai a pentirmi di quello che avevo fatto.
"Che figura Silvia, e se mi riconoscono? E se lui non la stava ascoltando? E se non ha capito che ero io?"
"Riconoscono chi? Monna Lisa?" scoppiò in una risata fragorosa e io la seguii poco dopo.
"Dai Monna, mettiamoci a studiare che tra qualche giorno cominciano gli esami" Silvia mi riportò alla realtà estraendo il libro di francese dallo zaino dell'Invicta, uguale al mio.
Aprimmo i libri. Lei leggeva, io guardavo le parole senza leggere niente. Dopo qualche minuto chiusi il libro.
"Non ce la faccio, Silvia non cel afaccio a studiare, continuo a pensare a lui" dissi con gli occhi a forma di cuore.
"Ma no, c'è l'esame! Tu mi devi aiutare! Io da sola non ce la faccio!" cominciò a piagnucolare.
"Continuo a pensare a stasera, a come pettinarmi, a come vestirmi e mi sto facendo un sacco di film nella testa su quello che ci diremo, su quello che succederà, su chi ci sarà!" le confessai.
"Va bene, ho capito. Apri l'armadio".
"Cosa?"
"Apri l'armadio, fammi vedere cosa ti vuoi mettere stasera" mi disse mentre studiava in maniera analitica e serissima i miei vestiti impilati nell'armadio.
"Pensavo di mettere questa gonna di jeans a ruota e questa maglietta bianca e poi pensavo di legarmi i capelli a metà con il fiocco lilla, il mio preferito e di lasciare sulla fronte la frangia".
"Quale fiocco, quello imbottito?"
"No quello di seta, grosso".
"Ah si bello! Quel fiocco piace anche a me. Vuoi che ti stiri i capelli?"
"Lo faresti? Grazie, tu si che sei un'amica".
"Lo so" disse mentre ridendo raggiungemmo il bagno per rifarmi l'acconciatura.