giovedì 10 novembre 2011

2-La missiva



Ogni mattina, per tutta la durata dell'anno scolastico, Luca era solito prendere il pullman che l'avrebbe portato a scuola al Collegio Rotondi di Gorla Minore. Arrivava alle sette, se ne stava appoggiato al palo che sorreggeva la pensilina della fermata dell'autobus. Portava un paio di Ray-Ban scuri a goccia, un giacchetto di pelle nera e fumava la prima sigaretta della giornata.
Io e i miei cugini Michele e Andrea tutte le mattine inforcavamo le nostre bicilette e raggiungevamo rispettivamente: Michele e Andrea, che frequentavano le scuole superiori, la fermata del pullman dove già lo aspettava Luca; io alle scuole medie, che stavano accanto alla suddetta fermata. Le mie lezioni cominciavano alle otto e avrei potuto prendermela comoda e arrivare una mezz'ora più tardi. Pur di non fare la strada da sola, mi alzavo prima e pedalavo di corsa con loro.
"Luca mi ha detto che ti deve dare una cosa" mi disse mio cugino Michele alle sette di mattina, mentre pedalavamo.
"Luca chi? Il tuo amico?" gli risposi col fiato corto.
"Non fare la gnorri, sai perfettamente di che Luca stiamo parlando" mi disse lanciandomi uno sguardo d'intesa. Arrossii.
"Si, ma cosa mi deve dare? Tu lo sai?" gli chiesi, fingendo indifferenza.
"Boh, una lettera, credo. Dai sbrigati, sennò io perdo il pullman e tu perdi la lettera" mi disse accelerando la pedalata.
Arrivammo a scuola in un baleno, lanciai la mia Atala gialla, regalo della prima Comunione, contro altre decine di biciclette uguali alla mia e corsi alla fermata dell'autobus con loro.
Tenni lo sguardo basso ma lo vidi ugualmente. Luca era lì, fermo, il fumo della sigaretta saliva davanti ai suoi capelli ricci. Sembra Steve dei Bee Hive, pensai. Quanto è figo.
Luca non mi guardò, estrasse solo un piccolo bigliettino ripiegato mille volte dalla tasca posteriore dei jeans, lo passò a Michele che lo passò a Andrea che finse di aprirlo. D'istinto gli saltai addosso e gli strappai la missiva dalle mani.
"Ciao" dissi a mezza voce e corsi in classe, al sicuro. Mancavano due giorni alla fine della scuola.