domenica 25 dicembre 2011

54- Vacanza in montagna- seconda parte

Arrivati all'ingresso della baita che ci avrebbe ospitati per due settimane, ci sdraiammo sui nostri bagagli in attesa di istruzioni da parte del don.
"Eccomi, adesso vi spiego come ci organizziamo e poi vi detto le disposizioni delle camere. Al primo piano ci saranno le camere dei ragazzi, al secondo piano quelle delle ragazze" ci disse il prete, parlando con un foglio in mano sul quale c'erano scritti i nostri nomi suddivisi per camere.
"E al piano terra, don, cosa c'è?" Chiese Sandra, una ragazza più piccola di me di un paio d'anni.
"La sala da pranzo e i bagni".
"I bagni?" Mormorammo tutti.
"Non abbiamo il bagno in camera?" Chiese Fabio, un amico di Michele.
"No" rispose il prete con un sorriso soddisfatto "i servizi sono separati".
L'inquietudine serpeggiò tra le valigie disseminate a terra, e il nostro umore prese una piega sinistra.
"Man mano che leggerò le camere, vi prego di raggiungerle e di sistemare i vostri vestiti. Ci vediamo tra due ore nel salone da pranzo. Prima camera: Fabio, Michele, Gigi, Pietro" i ragazzi si alzarono e trascinarono i bagagli per un'altra rampa di scalini che scricchiolavano solo a guardarli.
Passò circa una mezz'ora prima che il mio nome insieme a quello delle mie amiche venisse chiamato.
"Sara, Silvia, Elena, Anna" disse il don a voce alta. Nessuno di noi si mosse. I nomi vennero ripetuti. Io, Silvia e Anna ci guardammo senza battere ciglio. Di sicuro non eravamo noi, visto che in camera c'era Elena, la migliore amica di Manuela. 
"Dai Sara, datevi una mossa, voi tre dell'Ave Maria!" 
"Ah, hai chiamato noi? Cioé, noi siamo in camera con Elena? Con questa qui?" Chiedemmo incredule.
"Si, siete in camera da quattro, vi ho chiamato, andate pure a sistemarvi" disse lapidario.
"No, no. No. Non ci puoi mettere in camera con la Elena, don, lo sai che non ci parliamo neanche, noi!" Intervenne Silvia ma non ci fu possibilità di contrattazione. 
"Ne parliamo più tardi" disse solo il prete.
Disperate e furibonde trascinammo i nostri bagagli lungo le due rampe di scale che ci separavano dalla nostra camera.
Io, Silvia e Anna non eravamo le uniche scioccate dalla notizia devastante: Elena piangeva mentre saliva le scale a fatica.
Bisognava risolvere il dramma prima che potesse rovinarci completamente le vacanze. Entrammo in camera, scelsi il mio letto e mi ci sdraiai, coprendomi gli occhi con le mani per abbandonarmi alla disperazione. Ficcai le cuffie attaccate al walkman giallo e ascoltai La strega a tutto volume, pensando a un modo per far sparire Elena dalla nostra camera nel più breve tempo possibile.