lunedì 9 gennaio 2012

56- Peli di gatto

Recuperai Anna al bar mentre sorseggiava una cioccolata con panna e Silvia fuori dal rifugio che se ne stava tutta sola seduta su un grosso masso sospirando e pensando a chissà cosa.
Insieme ci radunammo insieme agli altri nel salone principale al piano terra come da istruzioni del prete.
"Ragazzi sedetevi, stiamo un po' in silenzio e cominciamo la nostra vacanza con un piccolo momento di raccoglimento e di preghiera" il don giunse le mani e chiuse gli occhi per qualche istante. Noi lo imitammo, nostro malgrado.
"Speriamo di non dover pregare ogni due per tre" sentii Michele bisbigliare dietro di me. Mi girai e gli sorrisi, complice.
"Nel nome del Padre, del Figlio..." cominciò il don, aprendo gli occhi e guardandoci a uno a uno per sincerarsi che lo stessimo seguendo nel suo percorso spirituale.
"Amiche, so come fare" bisbigliai a Anna e Silvia.
"A fare cosa?" chiese Anna con la mano davanti alla bocca per non farsi scoprire.
"A sbattere fuori Elena dalla nostra camera!" risposi, alla faccia della fratellanza e dell'insegnamento di 'porgere l'altra guancia'.
"E come?" chiese forte Silvia, interrompendo la preghiera di tutti, che si voltarono a guardarci. Abbassammo gli occhi, rosse in viso come tre peperoni.
"E come?" richiese con un tono più consono alla circostanza.
"Coi peli di gatto!"
"Stai farneticando?" chiese Anna, bisbigliando sopra alle preghiere degli altri, stando ben attenta a rispettare le pause.
"La Elena è allergica ai peli del gatto. Io ho in valigia il mio peluche a forma di leone, quello che mi avete regalato voi cinque anni fa per il mio compleanno. Ve lo ricordate?"
"Si" risposero le ragazze in coro.
"Sopra a quel leone ci dorme sempre Miù, la mia gatta. Quindi è intriso di peli di gatto. Adesso vado in camera e lo appoggio sul cuscino di Elena per qualche ora. Poi lo tolgo appena prima di dormire e vediamo come sarà ridotta domani mattina" spiegai soddisfatta.
"Sempre se ci arriverà, a domani mattina" commentò Silvia, oggettiva.
Anna mi guardava come se avesse appena incontrato un mostro.
"No, no dai Sara, mi sembra troppo. E se poi sta male male male?"
"Tranquilla Anna, Elena è allergica ma coriacea. Resisterà il necessario, poi si farà cambiare camera, com'è giusto che sia" decretai lapidaria.
"... so che alcune persone che avete in camera non le conoscete benissimo" disse il prete alla fine della preghiera, prima della benedizione "cogliete quest'occasione per fare amicizia con persone diverse rispetto a quelle con cui siete abituati a chiacchierare. Sarà un ottimo modo per estendere le vostre conoscenze e allargare i vostri orizzonti" concluse.
Noi tre, appena terminate le sue parole, ci guardammo con sguardo d'intesa cospiratoria e, appena ci diede il permesso di sciogliere le righe, corsi ad appoggiare il mio leone-untore a orologeria sul cuscino della povera Elena.