venerdì 20 gennaio 2012

58- Come una tomba

Ci sedemmo al tavolo insieme a Michele e ai suoi compagni di stanza. 
"Dove eravate finite? Vi aspettiamo da mezz'ora. Io ho una fame che mangerei tutto il pane che c'è in tavola" Anna ci apostrofò: si trasformava sempre in un cane rabbioso quando veniva presa dai morsi della fame.
"Eravamo in camera a... a mettere a posto la stanza" mi giustificai.
"Ma se sei disordinata cronica, non dire bugie! Stavi architettando il tuo piano?" Chiese Anna divorando l'ultima fetta di pane rimasta.
"Shhh!" Le feci appoggiandomi un dito sulle labbra "Zitta! Non lo deve sapere nessuno!" bisbigliai guardando furtivamente Michele che aveva i padiglioni auricolari sintonizzati alla massima potenza sui nostri discorsi.
"Cosa? Cosa non si deve sapere? Cosa state architettando?" Come previsto, Michele non si era perso una parola.
"Niente..." rispose Silvia assente, lo sguardo addolorato di innamorata perduta.
"Dai ditemecelo, noi non lo diremo a nessuno. Promesso!" Michele si baciò le dita incrociate per sancire il patto solenne.
"La Sara, questa diabolicona qua, ha appoggiato il suo peluche intriso di peli di gatto sul cuscino della Elena, così le esce l'allergia e le cambiano la camera!" La voce di Anna fu più veloce del nostro pensiero. 
"Cugina i miei complimenti, sei veramente mefistofelica! Io non avrei saputo fare di meglio. Adesso voglio proprio vedere cosa succederà nella vostra camera domani mattina" Michele si sfregò le mani.
"Oh, mi raccomando, non lo dire a nessuno!" Silvia lo minacciò col coltello del dessert.
"Tranquille, sarò una tomba!" ci promise.
Entro sera lo sapevano già tutti meno che la vittima.