martedì 28 febbraio 2012

64- Niente Nutella per un mese

"Ciao bambina" disse con quella sua voce nuova da uomo. Gli occhi verdi illuminarono a giorno i miei, i ricci schiacciati dal casco tornarono piano nella loro conformazione naturale.
Sei qui, sei tu, balbettai mentalmente, la lingua arsa dall'emozione. Poi per un attimo pensai al fioretto e al Nutella party organizzato nella mia camera per quella sera. Cavoli, mi toccherà astenermi davvero stavolta, pensai. Mi riconcentrai su di lui e l'intero pensiero scomparve.
"Ciao Sara, dove sono tutti gli altri?" Chiese Matteo ravvivandosi i capelli mentre si rimirava nello specchieto retrovisore della moto.
"Eh?" Lo guardai inebetita, non lo avevo nemmeno ascoltato.
Luca scese dalla moto, la trattenne dal manubrio visto che la ripidità della strada non gli permetteva di fermarla col cavalletto. Si avvicinò, mi schioccò un bacio sulla fronte e sorrise. Io, di tutta risposta, mi liquefeci.
Bambina; mi ha chiamata bambina, com'è tenero, lo amo! Luca ti amo! la mia mente cominciava a registrare gli avvenimenti appena successi ed elaborava di conseguenza.
"Sorpresa!" Luca e Matteo dissero insieme.
"Eh si, e che bella sorpresa" mi ripresi "venite, vi accompagno dentro. Gli altri staranno facendo colazione, io stavo passeggiando qui fuori da sola" li diressi all'ingresso del rifugio.
"Come mai non sei con le altre tue amiche galline?" Chiese Matteo rischiando la vita.
"Scemo" dissi solo, senza nemmeno prendermela più di tanto.
Aprii la porta principale del rifugio e, tronfia come un pavone, accompagnai i miei ospiti dal prete.
Appena varcata la soglia un tam tam dinamico e fulmineo sparse la notizia per tutti i centoventi vacanzieri, nessuno escluso. Facemmo capannello intorno ai due ragazzi che si sedettero a bere una tazza di latte e divorarono diverse fette di pane con la marmellata di mirtillo.
Dal fondo della sala si fece strada Anna che aveva addirittura interrotto la sua colazione per andare a salutare il suo ragazzo che aveva fatto una sorpresa anche a lei.
"Ciao" gli disse soltanto, arrossendo violentemente non appena tutti e centoventi la fissarono in attesa del resto della conversazione.
"Ciao" disse lui, senza nemmeno alzare gli occhi dal piatto.
Imbarazzata all'ennesima potenza Anna tornò nelle retrovie e scomparve.