giovedì 8 marzo 2012

66- Fiori a Gesù

Sconvolta dal bacio, frastornata dalla sua frase che, in fin dei conti, non fu poi così offensiva nei miei confronti, reagii d'impulso e prima ancora di capire cosa stessi facendo, lo schiocco dello schiaffo che gli appioppai sulla guancia mi risvegliò dallo stato di confusione mentale nel quale ero profondamente caduta.
Luca indietreggiò di un passo e difese la guancia colpita con la mano. Il suo sguardo da animale ferito mi colpì ancora più forte di quanto avrebbe potuto fare restituendomi il manrovescio. Mortificata, piena di vergogna mi scusai e cominciai a singhiozzare urlando come in preda a una crisi di nervi.
"Calmati, non è successo niente" di nuovo il suo abbraccio buono mi rassicurò e mi sciolsi in un lungo pianto distensivo.
"Non lo so cosa mi è preso, Luca, scusami, scusami tanto. Io non ho mai dato una sberla a nessuno, mai nella mia vita".
"Meno male, altrimenti se tu fossi stata allenata mi avresti spaccato la mascella!" ridacchiammo insieme, complici e imbarazzati, confusi e un po' rasserenati per aver finalmente stemperato quella tensione che da tutta la giornata era palpabile per entrambi.
Lo baciai io questa volta, poi mi ribaciò lui, poi di nuovo io e continuammo a baciarci per una buona mezz'ora, finché sentimmo il vociare degli altri che rientravano verso il rifugio. Di colpo ci staccammo e avvertii la solitudine come qualcosa di insopportabile.
Come ho fatto a vivere senza di lui fino adesso? pensai. Vorrei restare abbracciata per sempre. Vivere abbracciata, andare a scuola abbracciata, mangiare abbracciata. 
"Dove siete stati? Vi abbiamo cercati, pensavamo vi foste persi" Il don ci guardò con sospetto, indovinando le nostre malefatte.
"Eravamo qui, sono caduta e mi sono fermata, poi Luca ha perso la lente a contatto..." mentii rossa come un peperone.
"Sì, certo" mangiò la foglia. "Rientriamo alla base, si sta facendo buio. Luca resti qui stanotte, vero?"
"Sì, se si può sì, rientrerei a casa domani".
"Bene, allora bisogna avvertire la cucina che ci sono due ospiti in più. Dai, ritorniamo verso il rifugio e andiamo avanti a cantare: cacca al diavolo e fiorì a Gesù...bobombom"