martedì 17 aprile 2012

71- Mani pulite

"Pronto? Mamma?" mi accorsi di urlare al ricevitore grigio dei telefoni 'anziani'.
"Sara... scusa, non avrei voluto chiamarti in vacanza ma..." mia mamma scoppiò in singhiozzi inarrestabili. Il terrore, quello vero, mi paralizzò le gambe e mi fece tremare come la scossa di un terremoto.
"Mamma, mamma! Cos'è successo! Dimmelo, fai piangere anche me se non mi dici niente!" urlavo e piangevo, il cervello completamente annebbiato dissociava la realtà con quello che non riuscivo a immaginare potesse essere capitato. La morte di qualcuno? Un incidente? La nonna?"
"Mamma, è successo qualcosa alla nonna?"
"No, quella sta meglio di tutti noi messi insieme. Non è la nonna, è il papà" riuscì a dire tra i singhiozzi.
"Cosa? Cos'è successo al papà!"
"E' stato... sono venuti i carabinieri a casa e l'hanno portato via!" piangeva convulsamente, faticavo a capire cosa mi stesse spiegando.
"I carabinieri? Ma sei matta? Cosa stai dicendo?"
"Sono venuti qui a casa, l'hanno arrestato!"
"E per quale motivo, di Grazia? Cosa... non è possibile!" non potevo credere alle mie orecchie. Nel frattempo tutti si stavano avvicinando all'angolo del telefono e fecero capannello intorno a me. Appena me ne accorsi, li scacciai in malo modo agitando le braccia e guardandoli furiosamente. Fecero tutti un passo indietro ma nessuno mollò la propria postazione, soprattutti quelli che si godevano in 'pole position' la scena.
"Corruzione. Sai quella gara di appalto che papà aveva vinto? Pare che abbia dovuto dare dei soldi al sindaco di Castelletto, dove l'azienda per la quale lavora avrebbe costruito degli appartamenti nuovi" si calmò un attimo, poi riprese a piangere.
"Mamma ma il papà fa solo il ragioniere in quella ditta! Come può avere intrallazzi del genere! E adesso cosa succederà? Quando lo faranno uscire? Dove l'hanno portato?" Qualsiasi cosa mia madre mi disse dopo non lo ricordo. Forse appesi il ricevitore, non lo so. Mi venne da vomitare, la testa mi girava vorticosamente e mi augurai di morire, o di sparire, sì, di sparire per sempre e non tornare mai più sulla Terra.