martedì 29 maggio 2012

78- Delinquenti e brave persone

Rimasi ancora qualche minuto sdraiata a letto, un po' stordita e mezza addormentata. Lentamente i ricordi della telefonata con mia madre mi svegliarono del tutto. Indossai il primo paio di jeans che spuntava fuori dall'armadio, infilai una polo e corsi giù a chiamare di nuovo mia madre. Erano ormai le undici, in rifugio non era rimasto nessuno. Trovai un biglietto sulla porta della sala.

Per Sara: ciao, siamo a fare una passeggiata al lago. Torniamo per pranzo.

Controllai che la moto di Luca fosse parcheggiata dov'era la sera precedente. Tirai un sospiro di sollievo, non se n'era ancora andato: l'avrei salutato più tardi, al rientro dalla passeggiata. Mi diressi all'apparecchio telefonico in corridoio e chiamai casa.
"Mamma?"
"Sara, mi ha appena chiamato il papà"
"Come sta? Cos'è successo?" chiesi seriamente preoccupata.
"Sta bene, ha passato una notte orribile ma sta per tornare a casa. Pare ci sia stato un errore, è stato un caso di omonimia"
"Omonimia? Ma sono pazzi? Come si fa a far passare una notte in galera a un pover'uomo? Bisogna denunciarli mamma! Bisogna fare qualcosa!" Ero fuori di me: la notizia della scarcerazione di mio padre mi aveva dato una carica eccessiva che stavo vomitando addosso a mia madre. Lei mi rispose scandendo le parole, dal tono pareva esausta.
"Sì Sara, stai tranquilla, poi vedremo bene cosa fare, ho già parlato con l'avvocato"
"Quale avvocato, quello che ci ha seguito per la causa sulla casa della nonna? Non lui spero!" continuai combattiva.
"Ho chiamato lui e mi ha dato il numero di un altro avvocato penalista, tale avvocato Bianchi che è con papà e lo sta riaccompagnando a casa. Sara finisciti la tua vacanza, non pensarci più. E' stato un incubo e speriamo sia finita qui"
"Sì, ma mamma, mi avevi detto che il papà era invischiato in un affare di mazzette... come stanno le cose per davvero? Lui c'entra o no? Al di là del caso di omonimia, intendo dire"
"Sì, c'entra, boh, no, no, non c'entra. Non ha fatto niente, tuo papà non ha fatto niente di male."
terminai la telefonata con un enorme punto interrogativo nella testa: l'altra volta mia madre aveva detto che papà era invischiato con dei traffici di denaro illeciti, adesso sembrava che tutto fosse passato. Qual era la versione corretta? Mio padre era un delinquente o una brava persona? Con la testa piena di pensieri seri mi sdraiai sul prato, al sole, ad aspettare i miei amici e Luca, che non vedevo l'ora di abbracciare.