lunedì 11 giugno 2012

81- Bel casino

Riuscimmo a stare soli troppo poco tempo. Luca doveva andare via: se non fosse partito subito dopo pranzo sarebbe rientrato a casa troppo tardi e sua mamma si sarebbe preoccupata.
Chiuse lo zaino, chiamò Matteo con un fischio e saltarono in sella. Io aspettavo accanto alla moto: in quel momento ero la moglie di un marinaio, che parte e non si sa quando tornerà. Avrei voluto strapparmi i capelli, fare una sceneggiata che prevedesse pianti e urla, mi sarei attaccata a lui come una cozza per non lasciarlo andare più. Invece alzai la mano, gli feci ciao. Lui si infilò il casco sulla testa, mi schiacciò l'occhio e partì sgommando. Matteo si resse forte per non cadere. Il rumore della moto mi rimase nelle orecchie per un po': il tempo di accorgermi che gli altri erano atratti da bel altro.


"Anna, ti ho vista. Vi ho visti" Michele la affrontò. Lei, paonazza, era talmente imbarazzata da non riuscire a sentire più niente se non un leggero fiiiii nelle orecchie.
"Chi? Dove? uando?" balbettò.
"Non fare la finta tonta, stamattina, con Luca"
"Eh? Cos'ho fatto? Niente!"
"Vi siete baciati. L'hai detto a Sara?"
Anna cominciò a piangere.
"No, non ho fatto apposta, è successo ma poi ci siamo pentiti... e poi... e poi era un bacio da amici!"
"Da  amici?"
"Sì, innocente! Non ci siamo baciati con la lingua!"
"Non esagerare nello scendere nei dettagli adesso"
"Non volevo Michele!" Anna perse le staffe. Urlava, un gruppo sempre più folto di persone si avvicinò per assistere al massacro.
"Se uno non vuole, non lo fa" il perfido Michele non mollava la presa.
"Sì, è veeeeerooooo ci siamo baciati e sai cosa? Luca è pure bravo" Anna piangeva come una fontana. Non si accorse però, che insieme al resto delle altre persone, mi ero fermata ad ascoltare anche io.