venerdì 15 giugno 2012

82- Tu quoque, Brutus

"Tu, Giuda!" indicai Anna col dito tremolante, le parole uscivano a fatica dalla gola, le guance rosse dalla rabbia, e credo che da fuori si sia vista anche un po' di schiuma alla bocca.
"Aaahhhhh!" Anna tuonò nell'aria un urlo di terrore. Fece un balzo all'indietro schiacciandosi contro la parete del rifugio.
"Tu..." ero talmente arrabbiata da non riuscire a emettere suono "razza di... zoccola! Fagociti qualsiasi cosa, ti sei mangiata pure il mio ragazzo! Ma che amica sei!" Urlai, continuando a tremare, ero una pentola a pressione in procinto di scoppiare. Per un attimo mi visualizzai esplodere in milioni di pezzettini davanti ai miei amici, poi spostai l'attenzione su Anna e sperai tanto che potesse succedere a lei, in quel momento preciso.
Nel frattempo gli altri ascoltavano impietriti, nessuno proferì parola o mosse un dito. Il dialogo si faceva sempre più interessante.
"Non ti voglio più vedere nella mia camera, tra i miei amici, nella mia vita, vattene, sparisci dalla mia vista!" Continuai a gridare.
"Sara no, guarda che non è successo niente, te lo giuro!" Anna guardò Michele con lo sguardo disperato "Diglelo Michele!"
Guardai Michele furente, aspettai un suo resoconto.
"Be sì, si sono baciati ma era un bacio piccolo... innocente"
"Aaaaaaaaaaaahhh traditrice!" Urlai come una furia, non mi teneva più nessuno.
Anna si coprì il viso col braccio per schivare un mio possibile attacco fisico, poi si rannicchiò su se stessa e cominciò a piagnucolare.
"No Sara, davvero, parliamo, non fare così, non è stato niente"
Vederla così indifesa non fece che aumentare la mia ferocia.
"Se siete ancora amici suoi" mi rivolsi a tutti "allora non sarete miei: decidete da che parte stare, o con me o con lei" girai i tacchi e camminai veloce via, da qualche parte, lontano da lì.