giovedì 5 luglio 2012

84- Dediche

La cosa che mi faceva più soffrire in assoluto era cancellare Anna o "l'Annina", come la chiamavo io, per sempre dalla mia lista di migliori amiche.
Da lei non me lo sarei mai aspettata. Da tutti gli altri sì, ma da lei proprio no. Ero così sicura che fosse una mia amica e invece... Invece si è limonata il mio ragazzo, ecco. Ma dico io, con tutti gli uomini che ci sono sulla faccia della Terra anche più belli di Luca! Perché lui, perché lei e perché a me! Destino infame.
Questa non è una vacanza, è un incubo. Speriamo finisca presto.
Quella sera dopo cena, stanca, triste, demoralizzata e sola mi abbandonai su una panchina del salone interno al rifugio che utilizzavamo per celebrare tutti i giorni la Santa Messa e per i giochi serali. Anche tutti gli altri raggiunsero la stanza riempiendola di voci e di risate.
Era prevista una recita sulla storia di Salomé e la testa mozzata di San Giovanni Battista in chiave comica: avrei dovuto recitare la parte di Erodiade e Anna quella di Salomé (con tanto di danza dei sette veli) ma entrambe ci astenemmo, preferendo assistere alla rappresentazione ghignosa in perfetto silenzio e con regolare muso lungo d'ordinanza. La guardavo con la coda dell'occhio, ogni tanto piagnucolava.
Vorrei vedere la tua testa decapitata su un vassoio, non quella di San Giovanni Battista, traditrice!
La recita finì e a sorpresa Michele afferrò il microfono e cominciò a parlare come un vero presentatore.
"Non andare via, caro pubblico, la serata non è ancora finita. Abbiamo preparato una bella sorpresa: è il momento delle dediche! Partiamo subito con la prima: da tutti noi a tutti voi Ciao mamma!" La musica partì a tutto volume, tutti si alzarono e cominciarono a ballare. Io li guardai assente, non avevo niente da festeggiare.
"Eccoci alla seconda dedica: da Luca a Sara:  E penso a te" i brusii e le gomitate d'intesa tra gli altri non si contavano, nessuno osava ridere ma dai loro occhi si vedeva che avrebbero tanto voluto scoppiarmi a ridere in faccia. Diventai tutta rossa in volto, mi coprii la faccia con le mani e subii, in silenzio.
"La terza dedica: da Anna a Luca: Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi" La risata fragorosa esplose. Adesso era Anna quella che si copriva il viso e che cominciò a piangere sommessamente mentre tutti intorno si divertivano alle nostre spalle.
"La quarta dedica: da Sara a Anna: Diavolo in me" Altra risata, avrei tanto voluto morire.
"La quinta dedica: da Anna a Sara: Perdono" Gli altri ragazzi avevano le lacrime agli occhi dal ridere.
"Adesso basta, questo è troppo! Vi odio, tutti!" Cominciai a urlare in mezzo alla sala pietrificando tutti. "Continuate, continuate pure a divertirvi su di me, tanto chissenefrega eh! E poi dite di essere amici! Gli amici non si comportano così, gli amici consolano, non sfottono!" Ero fuori di me. Afferrai la maniglia della porta e corsi fuori nella notte.
"Sara dove vai, fuori piove e c'è anche il temporale! E' pericoloso!" Sentii qualcuno urlare dietro di me. Troppo tardi, avevo già preso la direzione del bosco.