sabato 28 luglio 2012

87- Incontri nel buio

"La mamma però non c'è, maledizione. Se vado avanti a vagare senza meta e non mi trovano in fretta non la rivedrò neanche più. Morirò, sola, in mezzo al bosco di questa cazzo di montagna". Cominciai a piagnucolare ad alta voce.
"Coraggio Sara, coraggio. Fatti venire in mente un'idea intelligente, non puoi schiattare così, anche perché poi va a finire che senza di te, quella cretina dell'Anna si mette definitivamente con Luca"
L'immagine di Anna e Luca insieme, felici e di me nella tomba dopo la scena del mio funerale mi fecero tornare la voglia di vivere. Nel frattempo aveva smesso di piovere, intravidi una lucetta isterica che si muoveva tra gli alberi.
Cominciai a correre più che potevo verso quella lucciola instabile. Sentivo il respiro farsi sempre più pesante, mi faceva male la milza per la corsa disperata, ero bagnata come un pulcino. 
"Sono qua" urlai con tutta la voce che mi rimaneva in gola. Qualcuno puntò la luce verso di me, udii distintamente pronunciare il mio nome. Erano loro, i miei amici. Ero salva. Percorsi gli ultimi metri che mi separavano dai miei salvatori volando, tanto che arrivai in scivolata falciando le gambe di Carlo, uno dei grandi. 
"Sara!" Carlo riuscì solo a pronunciare il mio nome, poi lanciò un urlo disumano.