domenica 5 agosto 2012

88- Povero Carlo

"Aaaaaaahhhhhhaaaaiaaaa!" Carlo lanciò un altro urlo, forse più agghiacciante del primo. 
"Carlo! Carlo!" giaceva a terra, sepolto dal fango. Lo afferrai dalle spalle, lo scossi per farlo smettere di urlare. 
"La gamba! la mia gamba"gridava mentre cominciava a piangere. Mi sentii urlare con una forza mostruosa, come se fosse stata opera di un'altra me. Non saprei dire quanto tempo più tardi arrivarono anche il don e Federico, l'altro ragazzo che era uscito a cercarmi.
"Ragazzi, chi ha urlato! State bene?" Chiese il don
"No, io sì ma Carlo... io correvo e gli sono andata addosso, lui ha urlato, non si riesce ad alzare, mi sa che si è fatto male!" singhiozzavo convulsamente, tremavo, battevo i denti dalla paura.
"Stai calma Sara, tu stai bene?"
"Sì, sto bene, mi dispiace, scusate, mi dispiace!" 
"Carlo riesci ad alzarti?"
"No" piagnucolò Carlo, il dolore che sentiva doveva essere forte.
Federico e il don abbracciarono Carlo e lo trascinarono fino al rifugio. Chiamarono subito un'ambulanza, che arrivò dall'ospedale di Torino solo tre quarti d'ora più tardi. Portarono via il ferito.
Mi trascinai al bagno per farmi una doccia calda, piansi sotto l'acqua corrente che mi riscaldava la pelle congelata.
"Voglio sparire, voglio sparire, voglio sparire" ripetevo a bassa voce e, per un momento, sperai di avere dei super poteri e di potermi teletrasportare da qualsiasi altra parte del Mondo.