giovedì 4 ottobre 2012

98- Fine

"Pronto? Sara sono la Silvia"
"Silviaaaaaa! Sei tornata dalle vacanze con i tuoi? Com'è andata? Come stai? Mi sei mancata! Mi sono mollata con Luca"
"Ferma, ferma! Cos'hai detto? Ti sei mollata con Luca? Chi è stato? Cos'è successo?"
"Appena ci vediamo di persona te lo dico, adesso no. C'è Michele che di sicuro è appoggiato alla porta di casa mia e sta cercando di origliare la mia telefonata: mi ha fatto un interrogatorio da servizi segreti, sono dovuta scappare in casa!"
"Ti chiamavo per questo. Stasera vieni a dormire a casa mia? Facciamo un pigiama party?"
"Se siamo solo noi due sì, se viene anche l'Anna no. Non la voglio più vedere, né le voglio più rivolgere la parola. Con me ha chiuso"
"Uffa però, anche tu, come sei legnosa... Vi siete chiarite, no?"
"No"
"Ma lo sai che si è pentita, non voleva baciare Luca, eccetera, eccetera... Dai perdonala, fate pace e amiche come prima!"
"Quindi stasera c'è anche lei?"
"No, non c'è. Vieni?"
"OK. Ci vediamo alle nove all'oratorio?"
"Sì, facciamo un giro lì per vedere se c'è qualcuno e poi dormiamo da me. Ciao"
"Ciao".

Tre ore più tardi pedalavo verso l'oratorio col mio zaino dell'Invicta blu, rosa e giallo sulle spalle. A ogni pedalata i piccoli ciucci di plastica colorati appesi alle cerniere delle tasche esterne emettevano un bel suono allegro.
Entrai in oratorio a tutta velocità, per poco non investii Kilappo.
"Oh, ma sei matta? Stai attenta! Vuoi rompere la gamba pure a me?"
Arrossii violentemente. Non avevo ancora assimilato il colpo inferto al povero Carlo. Di colpo mi venne in mente il suo bacio e riarrossii di nuovo, per ben altro motivo"
"Scusa, ero sovrappensiero" mi giustificai,
"Eh sì, lo so io a chi stavi pensando..."
"Kilappo fatti i fatti tuoi"
"Non posso, la mia religione me lo impedisce"
"Spostati và, devo cercare la Silvia"
"E' laggiù, sta parlando con Joe"
Raggiunsi la mia amica, ci abbracciammo a lungo: dopo tutto non ci vedevamo da almeno tre settimane!
"Racconta di Luca" mi chiese subito
"Ma niente, è un gradasso, l'ho mollato. Tu piuttosto? Come sei messa a uomini?"
"Io non sono più innamorata di Matteo per fortuna, mi sono messa con un tizio al mare, carino, moro, occhi scuri. E' di Pescara, ci scriviamo lettere..."
"Uh che cosa romantica!"
"Tu? Ho sentito voci che dicono che ti sei messa con Carlo. E' vero?"
"Hem, no.. No, non è vero. Solo voci..."
Rientrammo a casa di Silvia verso le dieci e mezza. Ci infilammo il pigiama, preparammo pane e Nutella, una camomilla e ci piazzammo sul letto a vedere le fotografie della nostra vacanza-incubo in montagna. 
Suonò il campanello.
"Chi è a quest'ora? Aspetti qualcuno?" Chiesi alla mia amica, allarmata.
"Sì. Aspetta, vado ad aprire"
Anna entrò nella camera. Il gelo fece morire qualsiasi frase in bocca. Fissavo le foto sparse sul letto senza alzare lo sguardo. Sentivo le guance rosse per la rabbia.
"L'ho fatto perché voi due dovete parlare. Che amiche siete se alla prima difficoltà lasciate perdere tutto e non vi rivolgete più la parola? Non siete più due bambine, forza! Fate pace, qui, davanti a me. Altrimenti riporto il pane e Nutella in cucina all'istante."
"Scusa Sara, ti prego, ti prego, scusami, perdono! Chiedo pietà" Anna si sdraiò sul pavimento. Mi venne da ridere, cercai di contenere un certo distacco ma cedetti, e risi. 
"Baciami i piedi, striscia!" Ordinai.
Anna mi osservò guardinga. Non si mosse.
"Dai scherzo, ok, facciamo pace. Dammi la mano"
"Pace, carote, patate" ripetemmo insieme. Ci abbracciammo tutte, eravamo di nuovo amiche.
"Dicci di Luca"
Raccontai di Luca, dei pomeriggi passati a casa di Carlo e di come mi avesse baciata la mattina stessa. Parlavo e mi rendevo conto di quanto volatile fosse diventato l'amore che ero convinta di provare per Luca, mentre invece sentivo crescere un sentimento ancora più forte per Carlo. Quindi adesso amavo Carlo? Sarebbe finito tutto in pochi mesi come con Luca? Era questo l'amore? Quindi l'amore eterno non esiste? Parlammo per tutta la notte, interrogandoci sui drammi esistenziali amorosi della nostra psiche complicata di ragazze quattordicenni. Ci ubriacammo di camomilla e mangiammo tutto il vasetto di nutella col pane. Ci addormentammo solo verso le sei, quando ormai avevamo esaurito tutti gli argomenti filosofici. Dormimmo fino a tardi, la mattina andammo insieme a ritirare i libri di scuola dal cartolaio.
Settembre era alle porte, la scuola sarebbe cominciata di lì a pochi giorni e ci avrebbe divise. Io avrei frequentato il liceo scientifico, Silvia il liceo artistico e Anna la ragioneria. Finì così l'estate del 1990, che mi rimase nel cuore come la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova vita, da liceale.

Fine

Che fine hanno fatto...

Sara: Sara è rimasta insieme a Carlo per tutti gli anni del liceo. Dopo essersi laureata alla facoltà di legge si è dileguata, zaino in spalla, in giro per le comunità dei senza tetto nel Chile. Tutt'ora non si hanno più notizie di lei. In compenso Carlo si è sposato con una farmacista di Busto e hanno avuto tre figli. 

Luca, dopo aver finito a suon di quattro la scuola superiore, è partito per il militare. Finito in marina dato il fisico prestante, è rimasto imbarcato. L'ultima volta è stato visto tra l'equipaggio della Costa Magnifica, in crociera nel Mediterraneo.

Silvia si è laureata in psicologia e segue i bambini autistici. Si è sposata con Kilappo, che organizza ancora feste a tema nella sua taverna che odora di muffa e allena a tempo perso i "pulcini" nella squadra di calcio dell'oratorio.

Anna lavora come giornalista in una rivista di moda. Dopo aver fatto i conti per anni con la sua bulimia, ha finalmente trovato un equilibrio col cibo, traslando i suoi eccessi nello shopping compulsivo. E' una single convinta e convive con due Labrador color cioccolato.

Joe Nasello sta ancora con Manuela. Insieme hanno aperto una pescheria con rosticceria. 

Michele gira il Mondo come assistente di volo a bordo dei Boeing 747 dell'Alitalia. E' rimasto single, e infrange cuori in ogni scalo.

Archy resterà sempre nei nostri sogni erotici.