lunedì 1 ottobre 2012

97- Uno, due, tre, quattro o cinque?

"Ciao cugina, da dove arrivi? Da casa di Carlo?" Michele entrò subito in contropiede senza pietà, come al solito.
"Io? Perché?" Arrossii violentemente. 
"Devi venire un po' a lezione di bugie da me perché se diventi di quel colore ogni volta che ne dici una, non sei più di tanto credibile"
Il colore del mio volto rimase porpora ancora per qualche minuto.
"Senti ma..." continuò l'interrogatorio "ho sentito Luca che ha detto che vi siete mollati. Poi ho sentito Kilappo che ha sentito Joe che gli ha detto che vede sempre la tua bicicletta parcheggiata davanti a casa di Carlo. Ti sei messa con Carlo?" Attese paziente le risposte a tutte le sue domande.
"No" scossi la testa guardando il pavimento mentre spingevo la bici nel cortile di casa.
"E allora cosa fai, la crocerossina? Lo assisti, gli passi il bicchiere dell'acqua? E Luca? Ti ha mollata lui? L'hai mollato tu? Hai perdonato Anna?"
"Michele respira, sennò ti viene un infarto al miocardio" tentai di sostenere il suo sguardo.
"Non hai risposto. Chi ha mollato chi? Luca te o te Luca? Hai baciato Carlo? Dal colore che hai in faccia direi di sì. A che livello siete arrivati? Uno, due, tre, quattro o cinque?"
"Livelli? Ma di che livelli parli?"
"Livelli! Dai, lo sanno tutti: uno sta per bacio sulla guancia; due bacio sulla bocca senza lingua; tre bacio sulla bocca con lingua; quattro..."
"Basta, basta, fermati, non voglio sapere cosa sia il quattro o il cinque!"
"Ti arrendi? Allora dai, dimmelo, dimmelo, dimmelo! Raccontami tutto!" 
"Michele un po' di contegno, stai sbavando come un molosso!"
"Fai la preziosa? Tanto se non me lo dici tu, lo verrò a sapere da qualcun altro, che sicuramente dirà la verità a modo suo. Non è meglio che mi racconti la versione vera, senza veli e senza inganni?"
"Michele per me puoi schiattare, non ti racconto niente, ciao" chiusi la porta di casa con lui che ancora diceva la sua.
Non feci in tempo a farmi una doccia che squillò il telefono.