mercoledì 21 novembre 2012

Diciassette


Dall’altra parte di Gallarate, nel frattempo, anche Livia stava preparando le valigie per trasferirsi in Somalia.
“Ines, Adele, appoggiatemi sul letto tutti i vestiti da cerimonia che ho, così li posso provare e decidere quali portare con me” Livia diede ordini alle domestiche mentre entrava e usciva velocemente dalle stanze della casa in cerca di chissà cosa. Passava davanti allo specchio che troneggia in anticamera, indugiava un po’ sistemandosi i capelli e poi riprendeva la sua corsa.
“Fatto? Bene. Adesso andate in cantina a recuperare il mio set di valigie: dovrebbero essere sette più un baule. Portate su anche quello”
Livia entrò in bagno, recuperò le mollette per acconciarsi i capelli, poi cambiò idea lasciandole in giro per la casa.
“Che sciocca sono, tanto c’è la Teresa con me, ci penserà lei ai miei capelli! Che fortunata: giro con la parrucchiera personale come la Regina Elisabetta. Lei di sicuro ne avrà una, o forse anche più di una” parlava ad alta voce. Tornò in camera sua, cominciò a provarsi un vestito dopo l’altro.
“Devo portarne tanti, chissà quante cene di gala mi aspettano a Mogadiscio. Non posso certo far sfigurare mio marito davanti ai suoi Generali. Poi di sicuro in Africa i vestiti che vendono non saranno mai all’altezza di quelli italiani: meglio portarne uno in più piuttosto che uno in meno. Dunque vediamo: questo blu, questo rosso, questo nero, poi quello verdone, questo in shantung di seta, questo di velluto… no, quello di velluto no: là farà sempre caldo. Meglio questo bianco di voile. In tutto sono diciotto vestiti. Sì, credo possano bastare. Speriamo. Adesso mi servono i cappelli. Ines? Adele? Vi siete perse in cantina? Venite a darmi una mano a tirare giù i cappelli dall’armadio là in alto! Anzi, fatelo voi direttamente. Metteteli tutti nella valigia. Io nel frattempo vado a fare un salto in quel negozio che c’è in centro e ne compro ancora un paio” uscì di corsa a fare compere.
Al suo rientro Adele e Ines avevano preparato tutto per la partenza. Il bagaglio di Livia Armani contava ben sette valigie piene di vestiti e cappelli più un baule raso di scarpe. Tutto era pronto, non restava altro che aspettare la data della partenza.