venerdì 23 novembre 2012

Diciotto


“Teresa, non hai paura? Io se fossi in te non dormirei la notte dai pensieri. E la tua mamma? Non ti dice niente la tua mamma?”
“Teresa, non è meglio che porti con te una delle tue sorelle? Almeno non stai da sola. Non sta bene che una donna vada in giro da sola, così lontano poi! E se ti succede qualcosa?”
“Teresina, vieni, tieni questa croce: mettila al collo, l’ho fatta benedire apposta dal Don Luigi. Ti proteggerà!”
“Chissà cosa mangerai in Africa, Teresa! Portati dietro un po’ di spaghetti, e qualche patata: almeno sei sicura di non soffrire la fame!”
“Sono tutti neri come la notte in Africa, Teresa: la maggior parte sono avanzi di galera, gli altri sono ladri. Così mi ha detto mio cugino che è stato un po’ in America e i neri li ha visti. Stai attenta”.
Il giorno della partenza si avvicinava. Le mie clienti in negozio erano quasi più eccitate di me, mi dispensavano consigli riportati da conoscenti e parenti partiti per la Somalia. Ascoltavo tutto quello che mi dicevano: non sapevo nulla del posto che dovevo raggiungere. Evitavo le domande. Quello che mi stavano dicendo mi terrorizzava, non avevo bisogno di alimentare le mie fobie.