mercoledì 7 novembre 2012

Otto


Cinque anni più tardi il negozio andava a gonfie vele, anche se i debiti da pagare lasciati in eredità da papà erano ancora tanti. Le mie sorelle Enrichetta e Antonietta annunciarono il loro matrimonio, mettendo in crisi ancora di più la situazione economica della famiglia: dovevo inventarmi qualcosa per racimolare altri soldi.

Un giorno entrò in negozio la signora Armani. Donna di classe e sempre elegante, aveva un certo feeling con me e discorrevamo volentieri, facendo uno strappo alla regola che mi ero imposta di non parlare mai alle clienti dei miei fatti privati. L’ultima volta che venne in negozio le raccontai di mio padre e dei debiti che eravamo obbligati a pagare lasciandoci così poche lire per il ménage familiare; le confidai che la scuola di Ernesto, che era ancora piccolo, richiedeva sempre più denaro e poi le accennai dei matrimoni imminenti delle mie due sorelle.
“Sai Teresa, parto per la Somalia, tra dieci giorni” mi confessò la signora Armani.
“In Somalia? E cosa va a fare in Somalia, signora Armani?” risposi, chiedendomi dove fosse esattamente la Somalia nel continente africano.
“Hai sentito al radio giornale le notizie dei successi delle nostre truppe, vero?”
“Sì certo, le ho sentite, abbiamo la colonia d’Africa, anche se non so bene cosa voglia dire in parole povere” le confessai imbarazzata.
“Significa che l’Etiopia, l’Eritrea e la Somalia sono italiane! Mio marito è stato chiamato a Mogadiscio, la capitale della Somalia. Lui fa parte dell’esercito nella sezione aeronautica e l’hanno trasferito laggiù. E lo seguo, ovviamente: sono la moglie del tenente Armani, io! Non posso farmi scappare l’occasione di un bel viaggio all’estero. Ma, aspetta… adesso che ci penso, ci sono tanti italiani che si stanno trasferendo là di questi tempi, e non credo proprio ci sia una parrucchiera in quei posti sperduti. Pensa, c’è persino la moglie del generale Graziani, il capo delle campagne d’Africa, e sicuramente anche lei avrà bisogno di farsi fare la messa in piega. Teresa, perché non vieni con me? Potresti stare ospite nella nostra casa di Mogadiscio finché non troverai una sistemazione più consona. Mio marito dice che l’esercito ci ha assegnato una villa in stile coloniale con tante stanze…”.