domenica 30 dicembre 2012

Trentasette


Salimmo la prima rampa di scale,  dove trovammo le camere adibite alla coppia e il bagno. Salii da sola l’ultima rampa per raggiungere la soffitta della casa,  la stanza che avrei abitato io. Aperta la porta,  rimasi senza parole. La mia camera non era bella come quelle che avevo appena visto sotto. Sulla sinistra, appoggiato al muro, un grosso armadio in legno scuro riempiva la stanza dando un tono austero, imponente e serio all’ambiente. Nel centro c’era un letto in ferro con sopra un materasso che non invogliava il sonno. Si intravedeva  un piccolo abbaino che spalancai subito per far entrare luce e un po’ di aria pulita: sentivo odore di chiuso e di muffa.
Be’, va bene lo stesso. Vorrà dire che darò io una sistemata a questo posto, dissi tra me e me. Appoggiai il bagaglio a mano a terra, e mi ci sedetti sopra un po’, per vedere la stanza da un altro punto di vista. Lo scenario non cambiava. Mi sembrò di vedere qualcosa di scuro sgattaiolare sotto al letto. D’istinto cacciai un urlo e saltai in piedi sopra al materasso.“Cos’è successo?” Livia entrò in soffitta e il marito dietro di lei.
“Ho visto qualcosa muoversi, un animale, si è infilato sotto al letto!”
“Ah, sì, sono scolopendre. Ce ne sono parecchie in casa, soprattutto qui in soffitta. Mi spiace, ma sono innocue, credo” mi disse il tenente, terrorizzandomi.
Delle bisce lunghe almeno quindici centimetri  correvano velocissime per la stanza su un numero imprecisato di piedi pelosi.
“Quali altri animali ci sono qui in Africa che possono entrare in casa?”
“Oh, c’è l’imbarazzo della scelta, Teresa: ragni velenosi, serpenti, parassiti di ogni tipo, scorpioni.”
“Oh mamma mia, e gli altri? Quali altri animali ci sono?”
“Struzzi, iene, gazzelle. La maggior parte degli animali si trova nella zona tra i due fiumi Giuba e Scebeli, lì si possono trovare parecchi coccodrilli, ippopotami, giraffe, leoni, leopardi, zebre, rinoceronti, elefanti, antilopi, cinghiali, bufali. Ci sono moltissimi animali in Somalia, la caccia grossa è molto praticata. Ho partecipato a un paio di battute di caccia, abbiamo preso una gazzella e un cinghiale. Bisogna stare molto attenti e seguire una guida locale, altrimenti è facile entrare nella boscaglia e perdere l’orientamento. Ora vi lascio riposare un po’, vi aspetto in sala da pranzo per la cena”.
Prima di concedermi un bagno pulii tutta la mia stanza da cima a fondo e sistemai il materasso, che ricoprii con un lenzuolo preso tra quelli che mi aveva dato mia madre prima di partire, sopra al grande armadio che da quel momento in poi avrebbe avuto un’altra funzione, oltre a quella di contenere i vestiti: decisi che avrei dormito lì sopra. Per raggiungere il giaciglio avvicinai una scrivania e ancora più sotto la valigia per formare una sorta di scaletta.  Arrampicandomi prima sull’una e poi sull’altra riuscii facilmente a salire. Lì sopra sarei stata al sicuro da tutte le bestie che di notte avrebbero camminato sul pavimento, augurandomi che non potessero arrampicarsi sui muri.