giovedì 13 dicembre 2012

Trentuno


Cara Elvira,
ci ho provato. Ho provato a fare finta di niente, ho provato a perdonare, a credere che non fosse successo a me, a noi ma non ce l’ho fatta.
Ti ho vista guardare mio fratello con degli occhi che non hai mai avuto per me……Mi sento ferito e così solo.
Addio.
Dopo avere letto le prime righe corsi velocemente alla fine della lettera, evitando di mettere il naso nei fatti privati di un dramma che si stava consumando sotto ai miei occhi. Ripiegai la lettera e la infilai delicatamente nella tasca della giacca di Elvira.
Tremava ancora. La guardai piangere, scossa dai sussulti che nessuno riusciva a calmare. Il capitano della nostra nave si tolse il cappello in segno di rispetto.
“Mi dispiace signora, è impossibile salvarlo. Il mare è troppo agitato. Venga, le faccio preparare una tazza di tè” Il capitano Cristiano Vascello raccolse Elvira da terra come si fa con i cuccioli abbandonati per la strada; insieme si fecero largo tra la folla silenziosa e sparirono dietro una porta.