lunedì 14 gennaio 2013

Quarantadue



Carissimi,

sono contenta di sapere che la vostra salute sia buona e così è la nostra.
Il viaggio per arrivare fino a qui è stato lungo, la nave ha impiegato più di un mese per approdare a Mogadiscio. Il clima è caldo e umido, la città è sempre polverosa di una terra talmente rossa da sembrare talco colorato. Quando il lavoro lo consente me ne vado in spiaggia e guardo lontano, immaginando voi e cosa state facendo in quel momento.
Livia e il Signor Armani sono persone squisite, mi hanno accolta come una sorella, si preoccupano sempre per me e dicono che lavoro troppo. Insieme a questa lettera potrete trovare i primi soldi che sono riuscita a guadagnare. Sono per la scuola di Ernesto: la scuola è importante e far studiare lui in modo che trovi la sua strada è più necessario rispetto al pagare i debiti che abbiamo, vi pare?
Il mio lavoro prosegue bene, anzi, domani è festa e aumenterà ancora di più. Sono persino andata a casa del Generale Graziani a pettinare la moglie!
Rimango sempre in attesa dei vostri scritti. Ora non mi resta più nulla da dirvi. Infiniti baci e abbracci,

vostra Teresa.