giovedì 7 febbraio 2013

Cinquantuno



“Sì”, dissi  soltanto. Mario si inginocchiò davanti a me e mi abbracciò così forte da non farmi respirare. Vidi  spuntare una lacrima sulla sua guancia e rimasi stupita di vedere la commozione in un uomo. Rise, felice, con la bocca aperta, mi prese  in braccio, facemmo una piroetta e per poco non cademmo sulla sabbia.
“E come si farà adesso coi documenti?” Parlò a se stesso.
“Proverò a chiedere a Don Michele, lui sicuramente potrà darci un aiuto, dovrebbe essere ferrato in materia!” Ridemmo ad alta voce entrambi, più per scaricare la tensione che per la qualità della mia battuta.
“Vieni, torniamo verso casa. Domani chiederò a mio fratello, che lavora in ambasciata, quali sono le carte da preparare e poi scriverò a mia madre per annunciarle la bella notizia” bloccò di colpo la camminata a passo spedito che avevamo iniziato, si girò di scatto e mi baciò con urgenza, all’improvviso, per la prima volta.