giovedì 7 marzo 2013

Cinquantotto



Qualche giorno più tardi, con mia enorme sorpresa lei stessa venne a casa mia all’ora del tramonto, dagli Armani, e chiese di parlare con me.
Ci accomodammo sul ballatoio, le offrii un tè, lo   sorseggiammo in silenzio; Guerrina mi studiava dietro la tazza fumante. Assistemmo insieme al miracolo giornaliero del sole che si immerge nel mare. Una scimmia si avvicinò al tavolo e rubò un biscotto.
“Ho pensato… Ho deciso che se è contento Mario di stare con te, allora lo siamo anche noi. Sono venuta per fare pace, vorrei propormi per accompagnarti in chiesa, visto che sei sola” arrossì.
“Grazie Guerrina, sono felice di fare pace con te. Mi accompagneranno la mia amica Livia e la moglie del generale Graziani, che è stata molto cara con me in questi anni e siamo diventate molto amiche. Mi farà piacere avere anche te tra le mie damigelle, se così le possiamo chiamare”.
Ci stringemmo la mano e giurammo solennemente di aiutarci l’una l’altra e di cercare di vivere insieme serenamente. Decisi di crederle.