venerdì 26 aprile 2013

Sessantacinque



”Hai sentito, Teresa? Hitler ha firmato il patto Molotov-Ribbentrop con Stalin” era passato un mese dalla data del matrimonio. Mario, dopo cena, si accese la sigaretta sul ballatoio della nostra casa. Insieme, seduti su una panchina di legno, guardavamo le stelle.
“No, non ho sentito. Oggi nessuna delle mie clienti al lavoro ne ha parlato. Cos’è?”
“Sembra sia un patto di non aggressione che consente alla Germania di non temere un’offensiva dalla Russia”.
“È grave?”
“Be, diciamo che firmando un patto simile cioè “non” aggredendo qualcuno, implicitamente sembra che voglia aggredire qualcun altro”
“Che pensiero macchinoso”
“La politica è macchinosa”
“La politica dovrebbe essere al servizio della gente, quindi chiara e onesta”
“Teresa, ma dove vivi?”
“In Africa” ridacchiammo, sorseggiando un bicchiere di vino italiano.
“Insomma, col fatto che Hitler ha firmato un patto con la Russia, anche l’Inghilterra ha firmato un patto di difesa con la Polonia e uno con la Francia”
“E cosa dice il loro patto?”
“Le nazioni coinvolte si impegnano a sostenersi in qualunque evento bellico che coinvolga uno dei due”
“Tutti questi riferimenti alla guerra non mi piacciono. La guerra mi fa paura. Mario, dici che ne scoppierà una?” Chiesi preoccupata.
“Non lo so, speriamo di no” rispose pensieroso, lo sguardo perso nel nulla.