sabato 29 giugno 2013

L'Agente Speciale Biscia Dorata e il Mostro del fosso 4 capitolo



“Ancora questa storia del Mostro! Ma da quando c’è un mostro nel fosso? Perché non sono stato informato?” Chiese Biscia Dorata alla papera.
“Non lo sai? Laggiù, dove la radura forma una curva, c’è la tana del Mostro. È brutto, nero, cattivo e uccide le sue prede sgozzandole e tagliandole in pezzi che poi divora senza pietà!”
“Come sai tutte queste cose?”
“Lo sanno tutti, qui, la fama del Mostro killer ormai è leggendaria. Il Mostro prima non esisteva. Vivevamo felici, nel fosso, senza problemi. Poi un giorno è arrivato lui e niente è stato più come prima.”
“Come ci è arrivato qui, se prima nessuno l’aveva mai visto?”
“Sono stati gli americani a buttarcelo dentro! Oppure i russi! L’hanno fatto perché vogliono sterminarci tutti e conquistare il fosso!”
Biscia Dorata si tolse gli occhiali da sole e si mise a pensare. Salutò la papera e continuò a strisciare a pelo d’acqua lungo il perimetro della pineta.
 Il fosso infatti costeggiava tutta la pineta e, percorrendolo tutto, si riusciva a fare quasi tutto il giro della città, bastava saltare dal fosso al canale Burlamacca e il gioco era fatto, ci si ritrovava in Passeggiata in un attimo. Mentre strisciava, dicevo, Biscia Dorata pensava e ripensava alle dichiarazioni degli abitanti del fosso.
“Non mi resta altro che andare a scovare il Mostro nella sua tana e vedere se il povero Merlino è stato davvero fatto a pezzi e inghiottito senza pietà come raccontano tutti”.
Quella sera Biscia Dorata rientrò nella sua tana, mangiò un paio di girini che passarono incautamente dalle sue parti all’ora di cena e cercò di riposare, anche se gli fu difficile.
“Non è possibile che gli americani ci vogliano conquistare. Io li conosco bene, me l’avrebbero fatto sapere, è gente a posto, non farebbero mai una cosa del genere. Se ci fosse il petrolio di mezzo forse sì, ma nel nostro fosso di petrolio non ce n’è mai stato: io me ne sarei accorto… Per quanto riguarda i russi… beh, dei russi effettivamente non ci si può mai fidare più di tanto.”