venerdì 14 giugno 2013

Ottantatre



Il 15 marzo 1940 mia cognata Guerrina lasciò la Somalia insieme con la piccola Anna Marta, che ormai aveva due anni e mezzo, per fare ritorno in Italia.
Acquistò un biglietto della compagnia di navigazione Lloyd Triestino di sola andata per due persone, godendo della tariffa militare di millenovecentoventuno Lire. Per più di un mese Guerrina e Anna Marta avrebbero viaggiato sulla nave G. Mazzini con destinazione Genova. Andrea, il marito di Guerrina, li avrebbe dovuti raggiungere il mese successivo con un altro vascello.
La mattina della partenza andammo tutti al porto a salutare Guerrina. Una nave carica di donne e bambini spaventati per il viaggio che avrebbero intrapreso, felici per il rientro a casa ma tristi per il distacco dai loro uomini e padri che sarebbero rimasti sulla terra ferma, troneggiava nella baia. Impotenti e  preoccupati per il destino delle loro famiglie, gli uomini si sbracciavano per salutare le mogli e i figli che, lentamente, dopo che la sirena si era lamentata nell’aria, presero il largo fino a sparire all’orizzonte.
Incontrai anche Livia al porto, che si imbarcava per fare ritorno a Gallarate. Ci salutammo e ci abbracciammo, promettendoci di ritrovarci, un giorno, in Italia.