mercoledì 24 luglio 2013

Agente Speciale Biscia Dorata e gli Alieni in Pineta 1 parte



C’era una volta un fosso. In quel fosso c’era sempre acqua. L’acqua, nel fosso, era torbida ed era del colore del verde quando si mischia al marrone. Intorno al fosso, la vegetazione della pineta di Viareggio cresceva in silenzio. Pini marittimi alti come campanili nascondevano un sottobosco di rovi, ginepri, edere rampicanti, asparagi selvatici. In quella pineta, di notte, cinghiali, falchi, gufi, civette e barbagianni si svegliavano e si aggiravano indisturbati in cerca delle loro prede.

Una mattina, proprio quando le prime luci dell’alba filtrano tra le chiome a ombrello dei pini marittimi, l’Agente Speciale Biscia Dorata nuotava a pelo d’acqua lungo tutto il perimetro della pineta come allenamento quotidiano, perché la prima regola per essere un Agente Speciale è quella di tenersi sempre in forma.
Dopo una buona mezz’ora di nuoto veloce, dove il fosso si apriva in un piccolo laghetto rotondo, intravide delle luci provenire dal fondo melmoso. Biscia Dorata si fermò all’istante e attese all’erta. Le luci abbagliavano a intermittenza e Biscia Dorata riconobbe i segnali.