mercoledì 7 agosto 2013

L'Agente Speciale Biscia Dorata e il Paradiso Terrestre




C’era una volta un fosso. In quel fosso c’era sempre acqua. L’acqua, nel fosso, era torbida ed era del colore del verde quando si mischia al marrone. Intorno al fosso, la vegetazione della pineta di Viareggio cresceva in silenzio. Pini marittimi alti come campanili nascondevano un sottobosco di rovi, ginepri, edere rampicanti, asparagi selvatici. In quella pineta, di notte, cinghiali, falchi, gufi, civette e barbagianni si svegliavano e si aggiravano indisturbati in cerca delle loro prede.
Quell’anno successe che la primavera non fu così piovosa come al solito e il fosso non aveva accumulato tanta acqua, necessaria per resistere all’afa di agosto. L’estate arrivò in un attimo e l’acqua, nel fosso, cominciò a scarseggiare.

“Questo caldo mi preoccupa” disse una sera nonno Buzza, il capobranco di una famiglia di buzzacchiotti, interrompendo il racconto di quella volta che fu inseguito per diversi kilometri da una carpa gigante che lo voleva mangiare.
“Perché nonno? Fa caldo come l’estate scorsa!” rispose uno dei 327 nipotini.