domenica 17 novembre 2013

Capitolo otto - settima storia



Parcheggiò l’auto in via Paolo Sarpi avviandosi a piedi verso il portone del numero 77. Un ombrello fucsia con l’impugnatura a forma di papero la proteggeva dalla pioggia battente.
La signora Mariangela Izzi dell’agenzia immobiliare con la quale aveva appuntamento guardava nervosamente l’orologio da polso e sfoderò il sorriso d’ordinanza per l’ennesima cliente.
“Signorina Erica! Sono qui!” Mariangela agitò per aria la mano in una specie di saluto moscio.
“Perdoni il ritardo ma io in questa città non mi trovo” Erica cercò lo sguardo di Mariangela, che tuffò la testa nella borsa in cerca del cellulare.
“Allora, ecco l’appartamento. Per il saldo dell’affitto la aspetto in settimana in ufficio da me. Questa è la chiave del cancelletto” Mariangela passò in rassegna tutto il mazzo che tratteneva in mano “questa è la chiave della porta d’ingresso, questa della cassetta della posta. E questa… boh, sarà della cantina. Le altre non so, non mi ricordo cosa aprono” lanciò il mazzo di chiavi nel vuoto in direzione di Erica, che lo afferrò al volo.
Mariangela strizzò l’occhio ad Erica. Produsse un pallone con la gomma da masticare che teneva in bocca e lo scoppiò. “Si diverta qui a Milano”.