lunedì 30 dicembre 2013

Capitolo Tredici - settima storia

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Da: Franz
A: Flora

Ciao Flora,
sono le dieci e mezza di sera. Tu mi stai uccidendo. Mi vuoi morto. Per quello non mi rispondi al cellulare e a tutti i messaggi che ti invio. Ti sto troppo addosso? Non mi vuoi più vedere? Basta che me lo dici, non è necessario trattarmi come un cane. Sono uscito e rientrato poco fa, indovina dove sono stato? Brava, sotto casa tua. Niente, né un movimento, né una luce accesa diversa da quella piccola della cucina che si vede se appiccico il viso al vetro della finestra della sala. Ho fatto il giro di tutta la casa, sono rimasto lì un'ora. Cos'avrei dato per vederti scendere da un taxi o da una macchina, mi sono visto questa scena una ventina di volte. Allora io ti avrei raggiunto, ti avrei toccato appena per un braccio, ti saresti voltata e mi avresti guardato come per dire: cosa ci fai qua? Ma lo sai benissimo cosa ci faccio qua. Lo sai. E lo so anche io.

Chissà cosa penserai quando (se non l'hai già fatto) aprirai la casella di posta e troverai tutte le mie mail. Penserai a una persecuzione, a un pazzo che non ti lascia vivere. No, non lo penserai perché io ti amo e anche tu mi ami. Quindi se non ti fai viva significa che ti è successo qualcosa, che ansia...

Sto malissimo a non sapere come stai e dove sei, non ce la faccio più.

Mi manchi Flora, Dio se mi manchi...

Franz