1- Io semino vento

Io semino vento





Leone Gori,  quarantenne fiorentino spigliato e maniaco dell’ordine e della pulizia,  è il protagonista indiscusso di Io semino vento. Simpatica canaglia, perfezionista, anima fragile, egoista nei sentimenti, puro di cuore, sensibile solo per ciò che lo riguarda: l’anti-eroe si autoproclama eroe e si racconta dal suo punto di vista assoluto e insindacabile.
Vive un’ intensa relazione d’amore con Ingrid, splendida, algida e giovane austriaca che conoscerà durante una fiera.
Leone è affetto da sindrome di Peter Pan e purtroppo appena la relazione tra lui e Ingrid si stabilizza, soffre di crisi di panico, dolori, svenimenti ed è “costretto” a scappare dall’amata, per poi tornare da lei con la coda tra le gambe dopo qualche mese.
Non vuole perderla e si cimenta in un gioco tanto crudele quanto spietato con la sua preda. Prova a innamorarsi di Ingrid, la seduce, la illude, arriva sul ciglio del precipizio e, un attimo prima di buttarsi insieme a lei nel vuoto del futuro che li attende, si dà il permesso di cambiare idea e di ritornare sui suoi passi. Ingrid è costretta a buttarsi da sola e, inevitabilmente, si schianta al suolo. Sentito il tonfo, Leone si sporge di nuovo un  poco per esaminare i danni e poi rientra nei ranghi ovattati della sua vita sicura, dalle sue abitudini e libertà.
Leone è un seduttore, un corteggiatore professionista: ammalia, regala, telefona, fa l’amore. Strega cuori, miete vittime e, a suo modo, si innamora un po’ di tutte o forse solo si affeziona, un po’ come ci si affeziona al proprio cane. Riesce a farsi amare dalle sue conquiste, fa loro accettare i suoi difetti e le debolezze, i vizi e le virtù. Si mette a nudo e le persuade, poi si dilegua quando si tratta di costruire un rapporto serio con ognuna di loro.
Leone non ci sta, non ce la fa, a Leone manca il fiato, sente un’oppressione al cuore, fatica a respirare, sente dolore. Deve tornare indietro, sempre sui suoi passi, ripercorrere la via nota e non lasciarla mai per una ignota, che nel suo inconscio porterebbe solo guai e limitazioni, obblighi e costrizioni; rimane concentrato sul proprio Io e si innamora dell’amore che le sue donne provano per lui. Un amore riflesso nei loro sguardi inebriati.